Caschi
« back     Data di pubblicazione: 2009-01-10 00:58:17 Stampa questa scheda |
RS-MX Carbon
 
Marushin
Azienda:
Marushin
 
Modello:
RS-MX Carbon
 
Tipologia:
off road
 
Prezzo:
412 € iva esclusa
 
 
 
 
 
 
 
 

Top ScoreLa storia comincia con un tedesco che mi viene presentato, all'EICMA, come il nuovo responsabile del meno giapponese fra i marchi del Sol levante.
Il responsabile dell'ufficio stampa Marushin mi dice: l'importatore nazionale è impegnato con clienti ma questo signore è il nuovo boss di Marushin...se sai l'inglese ci puoi chiacchierare.
Dopo 5 minuti capisco subito che Marushin è nel pieno di un nuovo corso, inteso come razionalizzazione dei progetti, miglioramento di quelli in corso e nuovi prodotti che portano già l'impronta del nuovo modo di fare...teutonico.
La sintonia è totale, mi chiede come poter comunicare meglo online e buttiamo giù delle idee...fico...

Di fico da comunicare c'è il doppio riconoscimento negli Sharp test, quelli tanto chiacchierati ma anche tanto temuti organizzati dal Ministero dei Trasporti Britannico, che portano la casa nipponica, ora nippo tedesca, da wanna be dei caschi ben fatti a unico brand a poter vantare un doppio top score, quello per l'RS CARBON, il fratello vestito di questo "campagnolo" di lusso e il 777, integrale economico tuttaltro che atteso per il successo.

Andando per ordine, finisce che Mr Holzhausen, questo il nome del nuovo boss, mi dà in mano un casco da cross prima ed un integrale poi, entrambi totalmente in carbonio.
La sensazione iniziale è quella di tenere in mano un mockup, ovvero uno di quei modelli non ancora terminati, mancanti in alcune parti, e pertanto indebitamente leggeri.
Invece questo off road (parliamo di un casco alla volta) oggetto della nostra prova, oltre ad essere davvero piacevole alla vista, pesa davvero quel nulla che dicono e non gli manca proprio niente, insomma è pronto.


Il peso
850 grammi, veri, fanno paura, nel senso che sembrano davvero troppo pochi per un prodotto che protegga davvero. Ma i tedeschi con gli occhi a mandorla sono diversi dai loro colleghi di Schuberth, tanto per fare un paragone, non aggiungono altro, non si giustificano, te lo danno in mano e ridono.
Puro carbonio, 850gr, che poi sono 850 gr veri, ed un bilanciamento insolito per un off road, ossia un "tutto dietro", nonostante un muso decisamente ben pronunciato.


La verniciatura e i colori
Due colorazioni per una verniciatura e mezzo.
Quella totalmente in carbonio è una cosa già vista ma necessaria, per rendere credibile la composizione della calotta. E' semplice ma è quella che preferisco io, sarebbe sufficiente.
E infatti, parlando col Sig Casini, importatore italiano, scoprirò che in Italia non ce n'è altra.
L'altra, appunto, è una tamarrata degna del freestyler appassionato di arti marziali più impasticcato, di quelli che quando ha finito l'allenamento si mette una vestaglia di seta con i caratteri jap.
Si chiama KEIKAN. Oddio il mio giapponese è solo quello di un vecchio istruttore di arti marziali ma mi sembra che significhi qualcosa come controllore, sbirro, agente...guardiano, mah.
Insomma...mezzo carbonio e mezzo tamarro con simboli di Okinawa, kanji, katane, draghi, shuriken, tutti di color rosso, oro, neri, bianchi.
Il tutto in una fantasia degna di una indigestione da pesce palla mal cucinato.
Quest ultimo, ovviamente, è quello che è arrivato in redazione, ovviamente dalla Germania, con la convinzione di farci un piacerne, come mi viene anticipato via email.
C'è da dire che per quanto allucinato, dopo due giorni a guardarlo il casco passa da tamarro a carino, fino a diventare... figo no, ma comunque accettabile...potere degli allucinogeni? Forse, ma sempre meglioil total carbon.

Le imperfezioni, pochissime e scarsamente visibili ci sono ma non sono quelle tipiche dei caschi di carbonio...dipendono dalle viti che dopo un po' iniziano a consumare la fessura del frontino.
Quindi, più che davanti ad una verniciatura imperfetta siamo davanti alla mancanza di mezzo cm di gomma a cui si può rimediare benissimo da soli.


La visiera

Non c'è, è ovvio...ma c'è il frontino, integrato al millimetro con la grafica della calotta.
La parte inferiore, quella invisibile all'occhio ma esposta ai sassolini e alle schifezze tanto quanto quell'altra, è verniciata in nero e protetta per bene.
Le viti che la tengono attaccata al casco sono 3, in lega leggera, belle grosse.
Quella centrale va fissata spesso, oppure una volta per tutte, nel modo adatto a non dover spostare sempre il frontino e a non grattare la vernice dello stesso, come descritto sopra.


Calotta

In carbonio al 100%, è quella del casco più leggero mai tenuto in mano, almeno se ci riferiamo ai prodotti completi, il più leggero off road del mondo, dicono.
La forma è di quelle normali con un bel musetto appuntito, ma questo attiene al design e ne parliamo dopo...anzi ne parliamo adesso: forma normale, quasi classica per un off road moderno, discorso chiuso.


Imbottitura interna
Facilmente amovibile e reinseribile. È decisamente racing e decisamente off road, ossia decisamente essenziale e decisamente poco invasiva, il che vuol dire, decisamente poca.
La qualità è buona ma non è ovviamente da gran turismo.
Del resto sappiamo tutti quanto poco possa durare l'interno di un casco da fuoristrada...


Chiusura
A doppia D, come tutti i caschi da corsa che si rispettino ha un particolare degno delle intenzioni della casa: è in titanio...e non pesa davvero niente...del resto il risparmio del peso parte dalle piccole cose, no?


Finiture
Incredibile ma ci sono anche quelle, seppur all'insegna del minimal più intransigente.
Consistono in alcuni pezzi di plastica, cinque, posizionati nella zona auricolare, nella parte superiore ed inferiore della mentoniera e nel bordo inferiore posteriore della calotta. Uno sarebbe stato il caso fosse incollato meglio ma queste sono cose che capitano e a cui si più rimediare in altri 30 secondi.
Quello che non mi piace è il colore grigio chiaro , specialmente perché la versione in puro carbon look li ha più scuri...e più belli...niente di grave davvero...
Ok, fine delle finiture...non c'è nemmeno il bordino in gomma sulla fronte, quello che serve a dare un limite agli occhiali...che probabilmente in questo caso pesano come il casco o poco meno, per cui, a quel paese anche la guarnizione.


Ventilazione
L'aria entra a metri cubi della presa frontale che consiste in 4 buchi belli grossi con dietro solo una retina elastica e nessuna possibilità di chiuderli, ci mancherebbe...
Sulla fronte le prese d'aria sono due, più altre sei a rinfrescare e a canalizzare il flusso all'interno della calotta...
Da dove esce l'aria? Da dietro, ovviamente...ci sono due estrattori in basso, ai lati, più quattro in alto al centro...e tutti insieme fanno un lavorone.


Aerodinamica

Per quanto sia poco utile in un casco che non è certo pensato per le alte velocità, ve ne parliamo lo stesso, senza grossi giri di parole: questo RSMX è studiato bene.
Fischia in maniera artistica e perfettamente simmetrica dopo gli 80 kmh, come tutti gli off road che si rispettino, ma non è fastidioso.


Silenziosità
In un casco che non nasce per uso turistico o urbano non è lecito pretenderla.
Già in un casco racing da pista è un aspetto secondario. Nel caso di un off road, pretendere il silenzio è quasi un illecito, per quanto è aperto e ventilato.
Questo RSMX non fa eccezione...fa un bel casino ma esattamente come tutti i suoi "colleghi": quindi tutto a posto...
Va detto che con gli occhiali la cosa migliora di molto, e quindi un utilizzo a 80/100 kmh con una Supermotard o una moto da enduro è ipotizzabile e si coniuga perfettamente con il resto delle sofferenze che questi tipi di moto (o di quad) possono dare quando non sono nel loro ambiente.
Dopo i 130 kmh c'è da tenere il collo ben rigido, perché il frontino porta a casa tanta tanta aria.


Prova dinamica

Vestibilità
Nel'indossarlo si percepisce soprattutto una cosa di cui già è lampante il sospetto: che quasi il casco non c'è.
Per il resto, per quanto l'imbottitura sia minima si sopporta bene e alla fine tutto questo risparmio di materiale praticamente non si sente.

Visibilità
Tanta, tanta, tanta...un po' per la scelta del design, ovviamente minimal, c'è tantissima visibilità anche periferica...visto che manca poco che siano scoperte anche le tempie...
Potremmo ipotizzare che, anche per il peso esiguo e per le scelte tecnologiche è più un casco da Freestyle (dove di visibilità periferica ne serve tanta) che un prodotto da sporcare di fango.


Sensazioni di guida
Le sensazioni alla guida sono inizialmente preoccupanti.
Il fatto di non sentire quasi di averlo, questo RSMX, crea all'inizio qualche preoccupazione...che va superata.
Dopo un paio d'ore c'è solo la gioia di non affaticarsi per nulla, e la paura, se si va per frasche, di rovinare un prodotto costoso e comunque delicato nella verniciatura...
Ah, dimenticavo...entra parecchia aria e fa fresco...l'ideale per una giornata di off road sotto il sole che spacca.


Le dimensioni e il peso

Risicato in tutto, nelle dotazioni, negli accessori e nel peso (pesa la metà di un Nolan N103 per intenderci) ma non nella qualità è, perdonatemi il paragone, la Lotus dei caschi.
Minimal, ma fatto di materiali pregiati e performante proprio grazie al suo essere un peso minimosca.
Impercettibile come nessuno dei suoi "colleghi" sa essere, provoca un ghigno malvagio non appena indossato...

Il prezzo
Con tutta questa qualità, questo studio e questa attenzione, Marushin doveva proprio smettere di regalare i caschi come faceva fino a poco tempo fa.
E infatti il taglio col resto del listino (fratello integrale in carbonio a parte) è nettissimo...sembra fatto con una katana.
Il leggero (si fa per dire) aumento di prezzo, porta questo giocattolino a 412€ più iva, che vuol dire quasi 500 euro, qualche imprecazione e qualche sbuffo da parte di chi è interessato ma soprattutto un deciso cambio di segmento e di clientela per la casa produttrice.
Insomma in Germania le cose cheap proprio non le sanno fare e adesso si comincia a giocare un'altra partita.
Il livello, solo rispetto ad un paio di anni fa è un altro e la clientela, si spera, anche.

Il punteggio

Top Score...prima volta per Misterhelmet per un casco off road, ma perchè?
Diciamo che del prezzo ce ne siamo fregati, delle dotazioni anche, siamo andati a occhio, a tatto, a naso...
Saranno altri i caschi risparmiosi, convenienti, robustoni, con cinquanta ricambi.
Qui abbiamo premiato il minimal, l'impercettibile, come si premia un pezzo ricavato dal pieno, una sportiva superleggera con rapporto peso/potenza da mal di testa, che non fa niente se ha i sedili scomodi.
Questo è un esperimento ben riuscito nel nome della tecnologia irrazionale e della performance, purissima e applicata, una volta tanto, anche all'off road.




Per chi è?

Già, per chi è?
Innanzitutto per giornalisti non paganti...quelli sono i primi destinatari odiati dal pubblico.
La moto della giusta follia con cui godere di questo RSMX? La Terra Modena...è abbastanza "carbonica" per voi?
Più facilmente, però, lo vedremo in testa ai piloti da bar, quelli con le supermotard o le hypermotard cattive ma non sporcaccione, usate per...sfilare, beati loro.
E poi ci sono, ultimi, i professionisti seri, più presumibilmente i saltatori del freestyle cross, che di frasche, melma e rovi ne vedono davvero pochi.
Eh già, perchè sarebbe davvero un peccato sfregiare una bella calottina così!
Se non ve la sentite di dare fiducia ad un marchio al quale fino ad ora non avete mai pensato e che in periodo di recessione mette il piede in un segmento scomodissimo, se non avete i soldi, state a casa.

 

Misterhelmet Gianluigi Ragno

Top Score Label - www.misterhelmet.com -