Caschi
« back     Data di pubblicazione: 2008-07-15 00:55:23 Stampa questa scheda |
Tourer HC300AP
 
Hebo
Azienda:
Hebo
 
Modello:
Tourer HC300AP
 
Tipologia:
apribili
 
Prezzo:
169,00 €
 
 
 
 
 
 
 
 

Quale sia la tradizione spagnola in ambito caschi, non ricordo.
O meglio, c'è NZI e qualcos altro...e poi c'è Hebo, una specie di Dainese, o Alpinestars Iberica, sommata con qualcosa del tipo Accostato o Ufoplast, per intenderci; roba grossa, insomma.
Insomma un megalite industriale che costruisce o commercializza (poco importa) dall'abbigliamento ai caschi, dagli accessori tipo manubri e manopole alle marmitte.
Insomma gli spagnoli vincono gli Europei di calcio, stanno meglio di noi finanziariamente, iniziano a mettere sempre più piloti sul podio nelle corse e, cosa interessante per noi, stanno iniziando ad affacciarsi anche sul mercato dei caschi. Quelli che piacevano a noi italiani benestanti, quelli fatti bene, e quelli che sempre più, purtroppo, piacciono a noi italiani che facciamo fatica a tirare a fine mese, ossia quelli di gamma e prezzo medio basso.
Su una cosa, però, jet a parte, noi Italiani siamo fastidiosi: in ambito turistico o borsaiolo vogliamo comunque la qualità elevata e questa cosa gli spagnoli fino a qualche tempo fa non riuscivano a darcela, non ai prezzi che volevamo noi. Quindi non ci rimaneva che continuare, prezzo per prezzo, a compare italiano o al limite giapponese, per i prodotti top.

Questa storiella da un po' non vale più. Gli Spagnoli stanno meglio di noi economicamente, le aziende investono, vendono di più, stanno imparando a fare i caschi e vogliono bucare un mercato apetibile come il nostro i cui padroni, italici, con qualche eccezione fanno un po' fatica.
Hebo tira la volata, e fra un carburatore, un giubbotto ed una marmitta, piazza, a pochi euro, un prodotto che stupisce e mette al tappeto la concorrenza italica di gamma medio bassa.
Non impensierisce Nolan, forse nemmeno Caberg, ma fa battere la mentoniera al resto dell'apribile italico, questo HC300AP, Tourer per gli amici. In queste ultime righe la sintesi di quello che pensiamo riguardo a questo Hebo. Se siete più curiosi leggete oltre.

Il peso
1550 gr. Sono due etti, in media, meno del resto della concorrenza.
Se aggiungiamo che è bilanciato alla grande, questo apribile rischia di diventare un superleggero.
Ovvio che non pu avere un peso qualcosa che non c'è, questo Hebo è un po' spartano, ma per l'uso touring a corto raggio o per uso scooteristico può bastare...del resto siamo nei tempi degli oggetti minimal...

La verniciatura e la grafica
Quello inviato a noi, nero arrabbiato è opachissimo. Una bella spalmata di materiale gommato, e addio strisci o segnacci da maltrattamento.
Quello grigio forse è con la vernice a vivo...e quindi non sappiamo.
Il nostro, la grafica non ce l'ha...quello che non c'è, non costa.
Il logo Hebo c'è sulla fronte e sulla nuca e non viene via nemmeno con il taglierino. Quello che viene invece via, se non vi piace, è l'inserto riflettente sul retro appena sotto il logo. Soluzione intelligente e da tenere.

La visiera
Antigraffio, antiappannamento, niente di che, ma non balla nemmeno un po' e non si muove nemmeno a trattonarla. Per cambiarla bisogna rimuovere prima i due cerchietti coprimeccanici in alluminio satinato (bellissimi e molto Mac Book) e le coperture che li circondano.
Sembra difficile ma non lo è affatto, specialmente con la chiavetta a mezza luna fornita in dotazione.
Cercando di maltrattare il meccanismo ci accorgiamo che non è facile e soprattutto che non scricchiola. A notare bene niente scricchiola in questo casco...per un apribile è un miracolo.

La calotta
Questa è una stoccata maligna da parte di Hebo. Fiberglass, fibra di vetro. Non ABS, non policarbonato, ma fibra...Ok, certa plastica come il Lexan usato da altri anche meglio, ma la fibra di vetro è comunque segno di attenzione. Se siete di quelli che "o la fibra o niente"...ecco il casco per voi. Con sti soldi la fibra ve la sognate anche per gli integrali...figuriamoci per un apribile.
La forma della calotta è un altro punto di merito. Frontalmente il casco non fa impazzire a causa delle "orecchie un po' rigonfie" ma di profilo si prende ampiamente la rivincita. Calotta studiata, nessuna modanatura inutile lateralmente, mentoniera integratissima con la calotta e due sbalzi laterali a dare un po' di penetrazione aerodinamica.
Risultato: fruscii e turbolenze annullate. La silenziosità, però, è un'altra cosa...dipende anche dall'imbottitura.

Imbottitura
E' uno degli enigmi di questo Hebo. Perché ad un passo dal prodotto perfetto dal punto di vista prezzo/qualità, questa scelta?
Gli interni sono amovibilei, antiallergici, non ballano ma sono decisamente sportivi, insomma, spartani, esattamente il contrario di quello che ci asi aspettrebe da un casco apribile che per di più porta il nome di Tourer sulla calotta.
Se avete mai provato un Lem qualsiasi, il Progeny per rimanere in tema di apribili, ecco l'esempio. Non è scomodo ma per apribile, è sicuro, si intende oggettivamente qualcosa di votato al comfort.
Alla fine 700 km ce li siamo sciroppati bene ma qualche dubbio rimane.

Sottomento e paranaso
Il primo non c'è, il econdo è una guarnizione schiacciata che non si toglie. E' in gomma di alta qualità, può essere stuzzicata alla noia ma non si toglie. Però a differenza della media, fa il suo lavoro egregiamente...che sia questa la soluzione?

Ventilazione
Dalla presa sul mento entra una fucilata d'aria solo tirandola su. Non sembra cintura nera di robustezza ma alla fine anche tormentandola non ha ceduto.
La presa sulla fronte, invece, aldilà dell'appendice a V (anche questa manco a dirlo non si muove di un micron e non scricchiola) è solo un buchino che si apre schiacciando un bottone verso dietro.
Di aria ne entra pochina ma a causa della poca imbottitura la cosa si sente...
Estrattori non ve ne sono...

Aerodinamica
In versione nera fa molto Stealth...e penetra l'aria molto bene...

Silenziosità
Ne abbiamo parlato descrivendo la calotta.
Il risultato è centrato...quel po' di rumore che si sente è causato dalla scelta sportiva dell'imbottitura. Oltre i 120 kmh, però, inizia il concerto...ma oltre i 130 kmh, iniziano anche le multe, per cui...

Visibilità
Superiore alla norma...decisamente migliore anche di quella di molti jet. Una bestemmia? Provate un davida o uno Shoei aperto.

La mentoniera
L'esame più rognoso da superare per un apribile è superato a pieni voti.
Basta tirare con fiducia la levetta al centro del mento (sembra che debba rompersi da un momento all'altro ma non accade) e la mentoniera si apre. Non va però su da sola, va detto, anche se l'escursione è breve.
Il movimento si può fare con una sola mano...piuttosto è facile, se non avete stretto bene il casco, che ne servano due per chiuderla.
Ad ogni modo lo scatto è secco e non ci sono false chiusure o dubbi a riguardo. Il "clunk" è segnale inequivocabile.

Sensazioni di guida
700 km, come detto sopra, con moto e scooter hanno chiarito ogni dubbio.
Casco minimal ma non gli manca nulla. Un po' di imbottitura in più e sarebbe perfetto, pensiamo, però questa esigenza, alla fine non si fa sentire con i km. I 130 kmh del codice si possono mantenere per un tempo ragionevole anche con moto "fastidiose"...poi dipende da come e cosa vi iace guidare.

I colori
2 versioni mono sarebbero pochine però il posizionamento sul mercato ci riporta alla ragione. Quella nera è da preferire per via della gommatura.

Il prezzo
Se avete sbirciato sulla scheda sapete che costa 169€, davvero poco per un casco di questo tipo.
La metà di un Nolan 103 (ben altro segmento) una ventina di euro più dell'MT Zero che proveremo presto, poco più di un Grex RF2 (158€) , e di un Bieffe BM5 (164€) e lo stesso prezzo dello Shad AD 501.
Il suo rivale però, come casco minimal è il Lem Progeny che però costa 166+iva ed è meno performante anche se molto più da biker cattivo.

Per chi è?
Bella domanda.
Scooter, tangenziale e un po' di autostrada ma senza esagerare.
Per chi vuole spendere poco, non fa troppissimi km ed ha la mano pesante, nel senso che non è un feticista dell'elmetto.
Una specie di Dacia Logan dei salvacapoccia, in cui economia vuol dire rinuncia del superfluo ma non della qualità.


Misterhelmet Gianluigi Ragno