Caschi
« back     Data di pubblicazione: 2008-05-06 00:15:00 Stampa questa scheda |
VR-2R L.E.
 
KBC
Azienda:
KBC
 
Modello:
VR-2R L.E.
 
Tipologia:
integrali racing
 
Prezzo:
278 €
 
 
 
 
 
 
 
 

Cosa fa un pugile quando passano gli anni ed aumenta di peso? Sale di categoria.
Cosa fa una top model quando non è più una ragazzina ma è pur sempre un bel bocconcino? Fa la cantante o sposa un presidente.
Cosa fa un casco da corsa quando è un po' appesantito? Il casco touring.
Potrebbe essere l'impiego di questo VR-2R, top di gamma dell'americanissimo brand KBC, da noi in Europa, visto che a casa nostra per fare le corse siamo abituati a prodotti di diversa fattura.
Per fare un paragone con le tipologie di motociclismo che vedono impegnati i piloti da noi ed oltreoceano, potremmo dire che questo KBC rispecchia pienamente la Superbike AMA, il motociclismo di casa sua.
Meno tecnologico e più pane e salame? Sicuramente, ma non per questo meno piacevole e coinvolgente.
Questo è il casco di riferimento in USA, usato da gente che lì la fa da padrone...piloti col pelo sullo stomaco come Matt Mladin, gentiluomini che guidano in piste in cui i nostri non metterebbero nemmeno piede. E il manico lo sanno dare, tanto che qualcuno di questi è venuto a vincere anche nella nostra Superbike (Edwards)...qualcun altro nella nostra Moto GP (Nicky Hayden), ed un altro ancora, suo fratello (Roger Lee) sarebbe a fargli compagnia se non si fosse appunto scartavetrato in uno dei tanti muretti infidi di cui sopra.

Tornando al nostro casco da recensire, va spiegato cosa intendiamo noi per goffaggine anti-racing, ma prima tocca spiegare come mai siamo in possesso di uno SNELL DOT invece che un ECE ONU destinato al nostro mercato. Il prodotto in questione, ci è arrivato fra le mani nel modo più inaspettato che si possa immaginare. Stavamo curiosando con un po' troppa insistenza allo stand KBC dell'EICMA di Milano, tutto in pelle bianca , molto simile ad un salottino di un nightclub, quando ci siamo imbattuti niente di meno che in Mr Hank Lee, direttore delle operazioni (?) per l'America della KBC. Gentilissimo ci ha chiesto chi fossimo e dopo averci mostrato il prodotto ci ha chiesto anche un'opinione su quest ultimo.
Ad un nostro riscontro positivo ci ha insacchettato l'oggetto e ci ha dato la sua benedizione fra lo stupore dei collaboratori, impegnati a dover riempire improvvisamente una teca rimasta vuota proprio al centro dello stand (era pur sempre il top di gamma del marchio).

Rieccoci col VRR-2R, per noi recensirlo è una piacevole divagazione.
Non serve all'acquisto dei nostri lettori italiani ma serve a capire cosa indossano i nostri amici motociclisti oltreoceano ed è importante analizzare un brand che da noi non ha preso ancora piede ma negli USA è praticamente uno status symbol per chi corre in moto.

Il peso
E' leggero, ma non come i nostri caschi da corsa...l'omologazione SNELL ha altre prerogative... è curato, ma al contrario dei racer made in Italy tipo Suomy ed Xlite, non ha una verniciatura entusiasmante (anche se è più curata di quanto sembri a prima vista). Quello che colpisce è una cura inaspettata degli interni, laddove da noi sono più rigorosi (leggesi corsaioli). E' per questo che alla fine questo americanino ci sembra più un touring, soprattutto perché guardando anche il design, tutto ci viene in mente tranne che un gp.
Alla fine siamo andati a cercarci anche l versione ECE. Oltre ad essere praticamente uguale è praticamente nella media, calotta un po' testona a parte.

La verniciatura e la grafica
Per quanto riguarda la verniciatura quella del VR-2R in nostro possesso, come ha riassunto uno dei nostri, rappresenta un drago fra i cespugli. Ecco non c'è da aggiungere altro, se non che tutto è su toni di grigi micalizzati su base nera e che il designer, come è scritto sulla calotta, è tale Fabrice Cristophe, si sa che negli USA vanno matti per i francesi.
Il casco è lucido ed è ben verniciato con discreta cura anche se gli adesivi non sono a livello dei caschi nostrani o di quelli giapponesi (solo in oriente e in Lombardia han quella pazienza lì, secondo me).
Alla fine però la grafica è tutto sommato piacevole e non volgare anche se un bel po' incasinata.

La visiera
E' davvero ben fatta, antigraffio ed antiappanamento, non balla, si smonta e rimonta facilmente senza l'uso di attrezzi ed ha una sagomatura orizzontale nella zona superiore che favorisce l'aderenza alla guarnizione una volta abbassata. Un'ottima idea che funziona ed evita gli spifferi.
Peccato che non sia predisposta per i tear off.
Oltre alla posizione di tutto chiuso e tutto aperto è possibile avere altre 3 posizioni; una caratteristica non proprio da racing puro. Un delle tante...iniziate a segnarvele.

La Calotta
Da qualche parte abbiamo letto Carbon Kevlar, sul sito dell'importatore italiano abbiamo letto Tricomp...ossia con l'aggiunta di fibre aramidiche...a noi sembra appunto una classica calotta "tricomposita".

L'Imbottitura
E' in Ultralux (che non sappiamo cosa sia ma è una cosa fichissima da sentire sulla faccia), lavabile, smontabile e con i guanciali modellabili. Una delle cose migliori di questo casco, roba da fare invidia anche i migliori touring sul mercato..
Stiamo parlando di un'imbottitura morbidissima ma non cedevole, traspirante ma non fredda, aderente ma che perdona anche la barba peggiore, quella di un giorno e mezzo...solo un po' spugnosa quando fa tanto tanto caldo.
In aggiunta il tessuto ha anche un buon profumo, diverso da quello di... idrocarburi che spesso si sente in alcuni caschi nuovi.


Sottomento e paranaso
Che non possiate farne a meno o che li togliate subito una volta scartato il casco dalla confezione, devono esserci in un casco di un certo livello. Qui ci sono, tranquilli, e sono fatti anche molto bene.
Il paranaso non è invasivo ma fa il suo lavoro senza venir via troppo facilmente. Una volta tolto, il rimetterlo a posto non porta all'imprecazione. Il sottomento è elastico, morbido ma non cedevole; l'idea che dà è quella di poter essere "stuzzicato" migliaia di volte prima di dar problemi.

Ventilazione
A dire il vero ce n'è anche troppa. Solitamente i caschi da corsa dispongono del minimo necessario per l'antiappannamento e l'estrazione dell'aria cattiva. Qui c'è molto di più ma manca forse, nonostante la buona imbottitura, l'insonorizzazione adeguata e alla fine si sente qualche rumorino.
La presa d'aria al mento funziona bene e con precisione. E' tripla e la fessura è protetta da griglie. L'apertura e la chiusura sono segnate da una o (open) e da una c (closed), a scanso di equivoci; si sa che gli americani sono capaci di fare causa ad un'azienda per molto meno.
Sulla fronte ci sono due prese d'aria con apertura a due posizioni con una levetta un po' piccina che a volte tende a "piantarsi" ma che torna a posto con altrettanta facilità.
Sul retro, due estrattori su supporti in materiale plastico simili a quelli su cui poggiano le prese d'aria anteriori sulla fronte) e quattro minigriglie (due per lato) simili a quelle poste nella zona del mento.

Aerodinamica
Se vi state segnando tutti gli elementi non racing di questo VR-2R, segnatevi anche quello dell'aerodinamica.
Insomma è un casco normale, non antico ma nemmeno di quelli da far girar la testa. Potremmo definirlo decisamente touring...e pure di qualche anno fa. Il vento lo taglia comunque, ma non ha una penetrazione da riferimento.


Silenziosità
Fra le tante caratteristiche touring non ha quella della silenziosità. Saranno le tante prese d'aria, sarà la tipologia di imbottitura oppure la forma della calotta ma a volte fa rumori che un casco della sua tipologia non dovrebbe fare.


Visibilità
Buona l'ampiezza dello spazio ( ma quello è definito dagli standard), buona la visibilità periferica. Ed è un bene, dato che girare la testa provoca qualche piccola turbolenza.

Sensazioni di guida
Buone, molto. All'inizio sembra di avere troppo il "testone", poi ci si abitua e si possono fare tanti km in discreta comodità. Peccato che sia nato per altro, ma non vogliamo infierire, credeteci...solo sottolineare le caratteristiche del prodotto nella maniera migliore.
Insomma, da infilare e fare un po' di tutto senza rimpiangere mai la scelta, a meno che non sia, in una direzione o nell'altra, estremamente specialistica.

I colori
Non abbiamo capito tanto bene quali siano per gli usa e quali per il nostro mercato, cmq sono tutti plausibili, nessuno sgradevole e qualcuno davvero interessante. Siamo abituati a dell'altro in italia come gusto, ma siamo capaci di digerire altrettante assurdità premiandole in termini di vendita...per cui...le vie di mezzo di questo KBC non ci dispiacciono affatto.

Il prezzo
Non so voi, ma in un mondo in cui i jet di plastica da fighetti costano senza fatica 200 € (a ognuno il suo target e la sua fascia di mercato, se c'è), quando vediamo un casco ben fatto a poco più di 280 euro, quasi ci emozioniamo.

Il punteggio ed i destinatari
Da come lo abbiamo descritto sembra che il casco non ci piaccia...poi andando a guardare c'è un 42/50 che non è niente male.
A dire il vero, se dovessimo giudicarlo come casco racing dovremmo bocciarlo, però è anche vero che non si può penalizzare un prodotto quando è fatto bene.
Per cui, destinatari chiari ed amicizia lunga: tanto turismo veloce (è il suo pane), un po' di pista (ci si adatta) e meno città possibile (spugnoso dentro e fagottoso fuori, alla lunga, anche se ben aerato) e l'acquisto è giusto. Se si vuole altro vuol dire che bisognava comprare qualcosa di meno "all purpose" (in campagna si chiamano tuttofare) o di molto più costoso.

Per chi è?
Come nel gioco "Indovina Chi" per escusione e deduzione viene fuori il destinatario perfetto di questo KBC VR-2R: ha probabilmente una jap, (ideogramma sul lato e draghi vari), cattiva, sportivona veloce o naked coppiosa.
Non è un acquirente convenzionale (ha avuto tutti i caschi e adesso prova "l'americano"). Fa tanti km veloci ed è un motociclista da anni, quindi un po' sa soffrire...qualche volta va in pista, magari allo Yamaha Fest, Kawasaki Day etc ma non è un fissato o non lo è più.
E soprattutto: vuole qualcosa di buono senza dare ad un negoziante cifre vicine alla "milionata" del vecchio conio.
Vi siete riconosciuti, per caso, nell'acquirente tipo?