Caschi
« back     Data di pubblicazione: 2007-09-16 23:10:13 Stampa questa scheda |
J1
 
Schuberth
Azienda:
Schuberth
 
Modello:
J1
 
Tipologia:
jet
 
Prezzo:
New Nice Price: 438 €
 
 
 
 
 
 
 
 

 I tedeschi sono apprezzati e conosciuti per tante cose ma non certo per essere quelli che arrivano e rompono gli schemi.
Migliorano una cosa, forse, la rendono tanto robusta e perfetta da farla diventare noiosa, ma non sono quelli del colpo di genio.
Gli Italiani invece sì, loro sono creativi, ed hanno stile...e i francesi anche...I giapponesi invece, tranne che nelle moto, copiano e basta.
Magari fanno una cosa perfetta ma non ha anima.
Questi sono i soliti luoghi comuni e quello che un po' pensavo io mentre con il mandolino e la canottiera sporca di sugo, scartavo lo Schuberth J1 per iniziare a provarlo.
In realtà qualche sospetto che quelli sui tedeschi fossero luoghi comuni lo avevo già avuto provando qualche BMW (auto o moto è uguale) o qualche Audi...
Insomma tutte cazzate.
Alla Bergamaschi e Figlio, importatori italiani del marchio, secondo me dopo un po' hanno dato per disperso il loro J1 e hanno pensato anche peggio quando dopo averne ricevuto uno glie ne ho chiesto anche un altro.
Invece eccomi qui. Con questo casco ci ho fatto la prova più lunga mai fatta per Misterhelmet. 10.000 (diecimila/00) km circa perché, e lo dico subito levandomi il pensiero, questo è uno dei prodotti più interessanti di una categoria che prima non c'era e adesso neanche, visto che qualcosa di simile sul mercato ci è anche finito, ma non è nemmeno lontanamente paragonabile.

Parlare di un jet integrale è un po' come parlare del nano più alto del mondo, un nonsense...eppure ecco qui.
Si becca il primo perfect score mai dato da Misterhelmet per un casco e non perché fa categoria a sé o perché la fa bene, ma perché rischia di vincere un sacco di confronti anche nelle categorie degli altri, pound for pound, come dicono gli anglosassoni. Insomma una specie di peso medio in grado di mettere al tappeto un bel po' di supermassimi o, se vi piace, un maratoneta superlativo in grado di correre anche come uno sprinter.

Insomma andiamo al sodo perché in tutti questi km, in tutte le condizioni meteo e con le moto più diverse, ne abbiamo capite di cose e ne abbiamo visti sfatare di luoghi comuni.

Primo fra tutti, quello che un jet non può mai offrire la stessa silenziosità e senso di protezione di un integrale, o che non può riparare come un casco chiuso. O magari che uno Schuberth non ha caratteristiche di sportività o che è follia andare in Germania a smanettare in autostrada senza indossare un "full face".
In pochi mesi abbiamo fatto tutti i generi di dietrofront mentali che si possono fare pensando ad un casco ma adesso forse è il caso di iniziare una recensione decente, alla maniera tradizionale.

Il "coso" pesa, ed è sgraziato a prima vista...crucco, certo, verrebe da pensare, e invece dal primo contatto in poi capiremo che tutto ha un senso in un J1, anche quello che non c'è.

Il peso
1420 grammi di pura performance, dicono i tedeschi, forse timorosi di spaventare un po' gli utenti con un peso da integrale touring.
E' vero, il peso potrebbe spaventare, soprattutto perché si sente sia fra le mani che in testa, ma la storia della performance pura è vera.


L
a verniciatura
E' di quelle da automobili, spessa e resistente. Insomma, con tutto quello che lo abbiamo usato, ci è sfuggito da le mani più di una volta e si è guadagnato anche qualche spigolo ma non ne porta i segni.
I colori sono da Germania dell'Est, questo è l'unico appunto, ma perdoniamo, sì perdoniamo...del resto è sempre uno Schuberth.
Da quest anno c'è anche una versione bicolore tuttaltro che spiacevole..apprezziamo quindi il fatto che anche per questo prodotto, la casa sta iniziando a percorrere la via già presa per altre offerte più racing.

La visiera
In policarbonato, spessa 2,5 mm (più della maggior parte dei caschi racing ma meno dei Bell M4R e M4R Carbon), forte e resistente, è classificata come Ottica di Classe 1 (la classificazione più elevata dal punto di vista della qualità ottica che si ottiene quando la maggioranza del campo visivo è privo di distorsione), offre un campo di visuale praticamente scevro da deformazioni in ogni suo punto. E' ovviamente antigraffio fuori e antiappanamento dentro. Facile da smontare, dà l'impressione di indossare un casco da pompiere o da addetti alla sicurezza (Il J1 è usato dai meccanici Ferrari, e anche da quelli BMW come potete vedere nella foto). Arriva fin giù giù, praticamente alla fine del casco. Si tira su facilmente attraverso una linguetta a sinistra e va giù tutta di colpo se non la si trattiene.
Sarà una scelta aerodinamica di sicurezza ma non è possibile viaggiare oltre gli 80 kmh con la visiera alzata perché tende a chiudersi di colpo.
Questa visiera ha anche una sorella minore, più corta e più adatta all'uso urbano. A nostro avviso non è indispensabile.


Visierina parasole
E' grandina, non la più grande fra quelle viste recentemente, e non si rischia la visione "bicolore" in agguato in alcuni casi. Ma Schuberth in fatto di visierine interne ha fatto scuola tanto che anche Nolan con l'N103, da quest anno è passato a questo sistema (riuscendo a nostro avviso a far meglio).
Il meccanismo per tirarla giù è duro (per non rischiare di vedersela scendere per sbaglio), la leva grande per non doverla cercare troppo a lungo. E' disponibile in versione "pilot look", smussata al centro per il naso, o normale.
Per quanto riguarda le colorazioni, quella standard è la 80% Grigio, la migliore. Di quella offerta come optional 60% marrone, non se ne sentiva francamente il bisogno. E' bello però sapere che c'è e che si può scegliere.


Mentoniera

E' la vera novità, l'elemento distintivo di questo prodotto. Sembrerebbe in materiale plastico, è solo leggermente cedevole, elastica più che altro. E' rimovibile tenendo fermo il casco e tirando indietro contemporaneamente un meccanismo a molla presente su entrambi i lati. A causa della resistenza del meccanismo stesso e della scarsa sporgenza delle levette, la mentoniera non può venire via per sbaglio. Per rimetterla a posto bisogna reinserirla e premere su entrambi i lati fino a quando si sente scattare il meccanismo.


Calotta
Quella esterna è in fibra S.T.R.O.N.G., brevetto di Schuberth.
Quella interna è in schiuma EPS anche questa usata esclusivamente dalla casa tedesca.


Imbottitura interna
E' di due tipi. Sulle guance è in pelle sintetica chiamata Techskin, nel resto dell'interno è formata da strisce in materiale sintetico che possono essere spostate a seconda dell'uso in periodo invernale o estivo.
Tutto ovviamente rimovibile e lavabile a 30°.

Chiusura
A sgancio rapido atipica rispetto al resto del mercato, funziona bene e non si inceppa mai. Ha un sottocinturino in velcro che o si ama (perché è piacevole sula pelle) o si odia (cintura nera di attaccamento a tutto ciò su cui può aderire).

A.R.O.S = Anti-Roll-Off-System
Impedisce che il casco possa rotare su sé stesso in avanti o indietro ferendo il pilota.


Inserti reflex

Davanti a forma di occhi diabolici...e dietro, sotto forma di brand e nome del casco. Tamarri ma utili.


Ventilazione

L'aria entra da una presa grossa come il bocchettone dell'aria di un'automobile, viene canalizzata all'interno del casco e ne esce grazie ai soliti estrattori (belli grossi anche questi).
La casa parla anche di un chin vent, una ventilazione sul mento ma l'impressione è che ci prendano in giro.
La ventilazione può essere invernale o estiva spostando le imbottiture interne. Anche questa è una trovata interessante ma la differenza percepita non è consistente.


Aerodinamica

In Schuberth ci tengono a far presente che senza spoiler né elementi aggiuntivi, il casco è stabile e non oscilla nemmeno alle alte velocità.
E' vero. Pur essendo enorme e bello ingombrante, non si muove di un mm.

Silenziosità
A 100 kmh sono dichiarati 92db. Pochissimo, meno di tantissimi integrali racing e anche di un bel po' di integrali touring.
Anche senza misurare si percepisce tanto, specialmente alla guida di maximoto con scarichi aperti, tutta "merce" che a noi on manca.


Prova dinamica
Iniziamo col prenderlo in mano. E' grosso, anche troppo, enorme, un po' pesatino, forse, ma bello solido (tranquilli che non è un film hard). Con questo in città ti prendono in giro, pensi, invece ti guardano sì, ma con curiosità. Qualche dubbio solo fra quelli che indossano l'integrale (soffrendo come in sauna) e quindi "rosicano" e manifestano uno scetticismo "dovuto".


Vestibilità
Nel'indossarlo si percepisce un forte disagio (superato solo nel momento in cui lo si toglie) per via del fatto che all'imbocatura è davvero stretto.
Chi scrive è un po' taurino, è vero, ma entrare nel J1 non è facile per niente.
Di contro appena calzato è comodo con la sensazione che sarebbe quella di indossare un integrale racing se non fosse per due aspetti: una visibilità esagerata e la possibilità di tirare su una "vetrina" enorme con una conseguente sensazione di libertà protetta.

Silenziosità
Silenziosità al top, lo abbiamo già detto. Con una Triumph Rocket III totalmente aperta si sente solo un gran rumore laddove invece provando l'Airoh TR1, tanto per citare un prodotto dalle caratteristiche opposte, abbiamo pensato che qualcuno tirasse giù impalcature al nostro passaggio a mò di domino, solo per dar fastidio.

Visibilità
Tornando alla visibilità, ce n'è tanta ed è facile abituarcisi..
Con il J1 è bello usufruire della visione periferica laterale ma soprattutto di quella offerta verso il basso, utile in città o per guardare la strumentazione senza spostare la testa.
Meno comodo è tornare agli integrali tradizionali che al confronto del J1 danno uno spazio in cui guardare che sembra ridotto a una feritoia.
Entra ovviamente anche più luce e quindi ci si trova spesso ad usare la visierina. Volendo proprio cambiare qualcosa magari si potrebbe fare quest ultima un po' più grande...ma è solo una richiesta personale.


La mentoniera
Non si sente e non si vede...tranne quando, pensando di avere un jet, ci si porta la mano alla bocca.


Sensazioni di guida

Le sensazioni alla guida sono quelle di un jet in città, e di un integrale quando si corre forte. Sia chiaro, l'apribile è sempre meglio, ma solo se è di quelli fatti bene che non vibrano e non fischiano. Altrimenti il J1 ne è degno sostituto.

L'utilizzo che si può fare è quello standard con visiera standard maxi o ridotta (optional) oppure si può togliere la mentoniera e allora il J1 diventa un demijet tradizionale. Senza mentoniera né visiera il J1 diventa un jet di lusso, che però non perde completamente i suoi plus visto che si può sempre giocare la carta della visiera parasole.
Oltre a queste configurazioni c'è quella da tamarro urbano.
Via la visierona, rimane la mentoniera, ed eccovi quarterback in motocicletta.
E' il top d'estate; freschi, con la dentatura al sicuro e la visiera parasole da tirar giù all'occorrenza. Il secondo J1 a nosra disposizione è rimasto così.

In autostrada, spingendo forte, davvero pochi fruscii. La visiera dispone di un sacco di posizioni intermedie ma oltre la terza, tende a chiudersi da sola. Non è un difetto, uno intelligente non viaggia ad alte velocità tenendo aperta una visiera così grande così come non lo fa tenendo su la mentoniera di un apribile.
Con la pioggia ti arriva in faccia un bel po' d'acqua ma non ne entra un goiccio.


Le dimensioni e il peso
E' un casco importante, un cascone...va detto, e non ti fa fare grandi movimenti con la testa. Però la visione periferica è così elevata in tutte le direzioni che non serve muoversi tanto.
Il peso c'è (1525 gr. alla fine) e si sente, ma non alla guida. E poi c'è tanta di quella roba ...

I colori
3 colori base: nero lucido (il più elegante), nero opaco (il più cattivo che costa anche di meno) e argento
(ci piace meno perché sembra ancora più grande). Sul sito della Casa c'è anche una versione Silver/Black con banda bianca e scritte arancio. Una livrea tamarra il giusto (il termine ha valenza positiva) che però non è chiaro se sia importata da noi.
Ah, c'è anche rosso, ma a meno di non lavorare per la Ferrari F1, credo sia difficile da reperire.
Idem per il bianco: ce l'hanno, senza ventilazione, i meccanici del BMW Team di F1.


Il prezzo
Il J1 costava più dell'apribile C2 , ossia 570 € (546 € per il nero opaco) il che era una cifra notevole da spendere per un casco che non fosse da pista, ma accettabile per comprarne due.

Chi fa del commuting e del granturismo, magari con una maxitouring protettiva e per qualche motivo non ama gli apribili invece di comprare più prodotti può pensare seriamente a questo.
Tanto più che la qualità di Schuberth vuol dire durata...e assistenza, visto che è sempre possibile rivolgersi alla casa madre, all'importatore o recarsi in una delle giornate organizzate da quest ultimo presso uno dei grandi negozi.
Perchè questa discordanza tra tempi? La cosa è spiegata dal fatto che le ultime news sul prezzo da parte di casa Schuberth parlano di ribassi nei prezzi di tutti i prodottida aprile 2008, data a partire dalla quale tutti i listini Schuberth sono stati modificati al ribasso (essenzialmente per politiche di armonizzazione a livello europeo e per cercare di contenere fenomeni di ribassi eccessivi, legati essenzialmente a vendite web, e consentiti dall'ormai quasi compiuto ammortamento dei costi di ingegnerizzazione e dei tool di sviluppo). Questo vuol dire, per il J1, di 438€ per le versioni nere e 456€ per la versione silver.
Adesso non ci sono più scuse!


Il punteggio e i destinatari
Top score, 50/50, non si era mai visto su Misterhelmet.
insomma il massimo per il re di un genere che prima non esisteva, ma soprattutto per un prodotto che eccelle anche nei campi degli altri. Un New Age hi-tech che per tanti motivi (non solo per il prezzo) non sarà mai per tutti.


Per chi è?

L'identikit del destinatario corrisponde a qualcuno che fa un sacco di km, probabilmente con una supermoto superturistica, ama spendere per il suo equipaggiamento e magari (visto che questo è un prodotto classico dal prezzo elevato), non è più giovanissimo...o perlomeno non ha nel glamour l'interesse principale anche se per acquistare un casco così,una bella dose di anticonformismo ci vuole.
Non è lo stesso cliente di un hotel New Age a 5 stelle?

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