« back     Data di pubblicazione: 2 novembre 2017 Stampa questa scheda |
MotoGP: Red Bull, KTM, Marquez e... Ecco perché potrebbero davvero incontrarsi!
MotoGP: Red Bull, KTM, Marquez e... Ecco perché potrebbero davvero incontrarsi!

Ktm e Redbull (invertire l'ordine dei nomi sarebbe tutt'altro che sbagliato), stanno ultimando i preparativi di quello che potrebbe tranquillamente essere chiamato "Protocollo F1".

La bibita energetica più importante del mondo, dopo essere sbarcata in F1 con un successo rapido ed immediato, sta sondando anche il mondo delle due ruote. E il partner privilegiato, è evidente, lo ha già scelto da tempo.


KTM va forte in fuoristrada, in pista e anche nei percorsi di tutti i giorni. Dove va più forte, però, è nei listini della borsa. La casa di Mattighofen, infatti, è quotata a Vienna e a Zurigo. Dello Swiss performance Index fanno parte le aziende straniere, e KTM è in compagnia majors americane ed asiatiche.

Nello SPI KTM ha fatto più risultati che nelle corse. 20 punti percentuali, alle spalle del gruppo immobiliare egiziano Orascom, che però ha ha speso un miliardo e mezzo di euro per bucare le montagne del San Gottardo.

Le quotazioni di KTM sono salite per i risultati di mercato, per le joint venture commerciali, e per i risultati sportivi.

Le moto austriache vendono bene nel mondo con un livello di loyalty dei clienti decisamente elevato. Nel 2015 le moto vendute sono circa 180.000, con un incremento mondiale del 15% circa. Oltre il miliardo il fatturato, cresciuto anch'esso, di quasi il 20% rispetto all'anno precedente. La partnership con la cinese CF Moto fa il resto, garantendo alla casa austriaca un futuro roseo nei mercati più promettenti, quelli asiatici.

10% in più sul titolo, nel giorno dell'annuncio della partnership dovrebbero rendere l'idea.

Non solo fuoristrada. Luce verde ai maxienduro stradali, luce verde alle brucia semafori (la controllata Husqvarna aiuta nei listini) e luce verde alla pista.


Al gruppo di Stefan Pierer sorridono anche i risultati sportivi.

Vedasi il 9° titolo mondiale conquistato con il nostro Tony Cairoli.

Nelle derivate di serie, la casa è sbarcata quest'anno, partendo, come di consueto dalle classi minori. Si sono infatti viste a Jerez le prime KTM RC390. Se non fossero ancora soggette ad omologazione e quindi fuori classifica, sarebbero arrivate quarta e quinta al debutto.

In MotoGP l'esperimento è già stato fatto, e il percorso è un po' più avanzato, dato che nella classe regina l'azienda è spesso in top ten, già al primo anno di partecipazione.

In Moto2 a Phillip Island è arrivata la prima doppietta mentre il mondiale Moto3 è arrivato abbastanza presto.

Insomma agli Austriaci interessa diventare per la pista, quello che sono già nel fuoristrada. Un ammazzagiganti che rubi il ruolo a Ducati.


Ed è qui che arrivano Red Bull e il suo protocollo F1.

Esperimento che in MotoGP è già iniziato, ma che non ha ancora gli standard delle automobili.

Lì l'azienda delle bibite spende, solo con il team principale (Toro Rosso escluso), una cifra vicina agli 800 milioni di euro.

Se è vero che Ferrari e Mercedes forse spendono di più, è anche vero che con un decimo dei soldi, in MotoGp fai quello che vuoi.

Alleggeriti gli interessi sul team Toro Rosso (queste le previsioni), Red Bull ha ha i soldi per fare una guerra, in MotoGP. E le grandi manovre sono già iniziate attraverso l'alleato KTM.

Kurt Trieb, ex Porsche, ai motori, personale sottratto al meglio del racing Mondiale, tecnici già transitati in motogp, sono la campagna acquisti di KTM.

Entro il 2019 sulle moto a traliccio, le cui prestazioni crescono a vista d'occhio grazie a Pol Espargaro e Bradley Smith, dovrebbe arrivare un top rider vero. Una sorta di Tony Cairoli dei prototipi che porti alla vittoria una moto già buona.

L'uomo Red Bull più illustre, vincente e prestigioso è Marc Marquez. Il sesto titolo (in arrivo salvo complicazioni eclatanti) e magari il settimo (provate a fermarlo), potrebbe appagarlo quel minimo da consentirgli di cambiare progetto.

Il pilota catalano, ha dichiarato di interessarsi solo a progetti potenzialmente vincenti da subito. KTM potrebbe essere uno di questi. E Redbull unirebbe il suo miglior esponente in MotoGP, al suo partner privilegiato made in Austria. Se le proiezioni sono giuste, la moto arancione, già mediamente competitiva adesso, nel 2019 con il pilota giusto sarebbe in grado di vincere.

Ma non è finita qui.

Per accelerare il procedimento di apprendimento e sottostare al trend dorna che vede i costruttori impegnati anche come fornitori, KTM e Redbull potrebbero decidere di fare la spesa fra i team privati.

Il team Gresini (Aprilia non è presente in prima persona nella MSMA e quindi significa che non partecipa in forma ufficiale), è uno dei più appetibili e potrebbe essere scippato alla casa Italiana in cambio di un supporto finanziario "senza pensieri" e di una copertura delle tre classi.

Questo costringerebbe Aprilia a cercarsi un altro partner, ma avrete capito che, con lo tsunami arancione in arrivo, questa cosa passerebbe quasi inosservata.

 
Fonte: Misterhelmet Gianluigi Ragno