« back     Data di pubblicazione: 21 agosto 2017 Stampa questa scheda |
Superbike: quella BMW di Frankenstein e le invenzioni dei cercatori di click!
Superbike: quella BMW di Frankenstein e le invenzioni dei cercatori di click!

In una Superbike ormai priva di attrattive dal punto di vista dello spettacolo, con sempre meno pubblico e dopo una pausa estiva della lunghezza incomprensibile, , è facile farsi tentare dagli argomenti da ombrellone e, nel caso specifico, dei rancori personali per recuperare qualche click.


Ed ecco il caso del triangolo ex amoroso tra BMW - Althea - e Reiterberger, in cui il dilettevole di farsi prendere dal gossip pruriginoso da vendetta stile corsaro nero, è stato unito all'utile del dare addosso ad una squadra che ha come colpa quella di cercare di organizzare i team privati. 

Una cosa che a chi conviene che tutto continui a girare come gira ora, non deve piacere molto.




Bugia da ombrellone n1

Da un sito specializzato è stata messa in giro la voce che Reiterberger sia stato licenziato (si è invece dimesso), ripresa a piene mani da una tv che tante cose fa tranne che verificare le news.

Il mantra è stato ripetuto all'inverosimile, aggiungendo un'altra voce forse altrettanto fantasiosa, ossia che Reiterberger sia un fulmine di guerra privato del giusto diritto di eccellere, quando in realtà, non ce ne voglia nessuno, è solo un ottimo pilota che deve ancora maturare e che, exploit esclusi, fatica a stare in top ten, pista di casa e campionati nazionali a parte.



Bugia da ombrellone n2

Per non si sa quale spirito di vendetta verso il team manager di un team cattivo (Genesio Bevilacqua sa essere molto fastidioso ma l'autolesionismo è da escludere), il licenziamento avrebbe causato un interessamento tale da parte di BMW che, non essendo più in campo im veste ufficiale da anni, lo avrebbe fatto per una per una wild card, e solo per farla pagare al team Italiano di cui sopra.

Abbastanza difficile da credere... e invece la fantasia è stata presa per buona.



I nodi vengono al pettine

Alla fine Reiterberger, 5° al Lausitzring nel 2017 sulla moto di Althea, sulla moto del team Van Zon di proprietà del suo manager Werner Daemen (lo stesso che lo avrebbe convinto a mollare la squadra Italiana), ha buttato via gara1 prendendo 19 secondi dall'ex compagno di squadra, ed è finito 9° in gara2, senza punire nessuno.

Ma la cosa più curiosa è il danno fatto dalle balle di cui sopra a BMW, cui è stata attribuita una moto ufficiale in griglia, che però è andata peggio di quella clienti. Niente di meno che a casa sua.



Un'occhiata alla moto "ufficiale" di Frankenstein

Durante il week end il team ha schierato di tutto.

Nella prima foto, scattata durante le sessioni di prova, è visibile una moto con forcella Ohlins FGR300  del 2015 (quindi non le ultime forcelle SBK della marca svedese) e pinze Brembo alluminio litio che mordono i dischi Brembo T-Drive (quindi tutto top di Brembo in SBK) come dovrebbe essere per una BMW ufficiale (cosa che ha tratto in inganno anche noi) e forcellone Suter in dotazione alla BMW HP in vendita a 80mila euro al posto del forcellone Fortis, previsto per le BMW ufficiali.

Per quanto riguarda il serbatoio? Qualcosa di fatto in casa.


Nella seconda e terza foto, scattate in gara, pinza, forcella e dischi sono di serie (evidentemente le regolazioni non riuscivano). 

Forcellone posteriore? Sempre lo stesso. Idem per il serbatoio.

In entrambe le configurazioni, le pedane sono Alpha Racing e non Bonamici (pedane ufficiali delle BMW SBK).Le conosco bene per averle montate sulla mia special, pagandole per quanto valgono.


Ma cosa c'era allora di ufficiale BMW sulla moto di Reiterberger? Motore ed elettronica, pare, quelle sì. E infatti la moto andava. 

Anche se rimane da capire se la comunque discreta competitività di Reiterberger sia dovuta al fatto che correva in casa o a qualcos'altro.

La prova del nove potrebbe essere fatta a Portimao, ma qualcosa mi dice che per quest'anno non vedremo niente del genere.

Dell'anno prossimo parliamo un'altra volta.



Epilogo

Innanzitutto un applauso a Reiterberger ed al suo team, ufficiali a metà. Ci hanno provato, non è andata nel migliore dei modi, ma il risultato è stato rispettabile per una wild card.

Un applauso a BMW, tirata in ballo in una bega che non c'è, per motivi che non c'entrano.

Alla fine, la consapevolezza che non bisogna essere stati né ingegneri né piloti, per parlare di corse di moto, ma un minimo di conoscenza serve. 

Unita ad un minimo di professionalità che quando manca, fa fare solo figuracce e chi diffonde false news e a chi gli va dietro.

 
Fonte: Misterhelmet Gianluigi Ragno Foto: Fotozac Fabrizio Porrozzi