« back     Data di pubblicazione: 22 giugno 2017 Stampa questa scheda |
Superbike: la guerra degli scarichi rischia di diventare troppo calda per Ducati?
Superbike: la guerra degli scarichi rischia di diventare troppo calda per Ducati?

Fra tutte le guerre in corso, quella degli scarichi non è un fuoco di paglia. L'elemento è importantissimo ai fini delle prestazioni... e poche aziende possono davvero ambire alla leadership.
Per dominare, bisogna rischiare...

 

 

Fra tutti gli elementi curiosi che hanno caratterizzato la Superbike nel 2017, e con questo intendiamo rotture e infortuni tecnici vari, spicca l'incendio alla moto di Xavi Fores, Team Barni, in occasione del round di Aragon, per la precisione, in gara1. Un rogo spettacolare che ha trasformato il pilota valenciano ne la torcia dei Fantastici 4...

L'incidente, frettolosamente e politicamente chiuso come "casuale" aveva trovato, parole del responsabile progetto Superbike Ernesto Marinelli, la seguente giustificazione: “Sulla moto di Fores si è rotto uno dei tubi di scarico, e dal forellino sono fuoriusciti gas a 700 gradi di temperatura che hanno investito la pompa della benzina, in materiale plastico. Da qui l’incendio. E’ un inconveniente che non si era mai verificato prima anche perchè l’apparato di alimentazione è adeguatamente protetto e schermato. Una pura fatalità”.

E' molto curioso che il responsabile del progetto Superbike si affretti a dare spiegazioni così dettagliate su un incidente occorso ad un cliente mentre il team che è stato vittima dell'inconveniente non dica nulla. E' sintomo che il problema non risieda nello specifico sulla moto del cliente ma possa affliggere la Panigale in generale?

Non è dato saperlo. Quello che si sa, però, è che quello di Fores ad Aragon non è stato l'unico caso.Un incidente simile, infatti, seppur con un epilogo diverso, era già occorso a Chaz Davies in precedenza... a Donington, per la precisione, durante una sessione di prove del venerdì.E un altro incidente è occorso, a Misano in gara2, ancora una volta sulla moto di Fores, senza però un finale così pirotecnico, ma con il risultato di concludere ancora una volta la gara del pilota spagnolo.

 

 

3 indizi (più chissà quanti altri non riportati) iniziano a costituire una prova. Rumors vorrebbero che Akrapovic, leader nella realizzazione di impianti di scarico ad altissimo livello e sempre impegnata nell'evoluzionedei suoi prodotti, stia lavorando molto (in accordo con Ducati) sull'assottigliamento degli scarichi, al fine di renderli, oltre che più performanti, anche più leggeri. Questo procedimento (ancora sperimentale di assottigliamento delle pareti in titanio (unico materiale ormai utilizzto dall'azienda slovena in ambito racing), secondo alcune indiscrezioni, potrebbe essere causa di un surriscaldamento che, in alcune occasioni, sfocerebbe in quello che abbiamo visto.


Ma perché, con tutti gli impianti in circolazione e, nello specifico, con tutte le Ducati in pista, l'inconveniente si registrerebbe solo sulla moto del team Barni?

La connessione sarebbe dovuta al fatto che la squadra, per il rapporto di fiducia e collaborazione pluriennale instaurato con Ducati, spesso venga considerata alla stregua di un team sviluppo di estrema fiducia, tanto che lo stesso Pirro, uomo Ducati Corse e tester Moto GP, corre con il team bergamasco in ambito nazionale... 

Qualcuno parla di test team a volte inconsapevole (?) a cui toccherebbe il ruolo di tester anche per gli scarichi, specialmente dopo gli incovenienti sorti l'anno scorso sulla modo di Davies.
Roba che è meglio che non capiti su una moto ufficiale.



Le cose da sapere.

Se nel mondiale Barni è obbligato per contratto ad utilizzare Akrapovic, nel campionato nazionale è Termignoni, azienda che storicamente accompagna le rosse e che ha perso proprio recentemente il ruolo di fornitore ufficiale, a comparire sulla moto della squadra Bergamasca.

Aidilà dei costi probabilmente inferiori, forse l'azienda Italiana offre performance meno eclatanti ma un'affidabilità migliore anche in virtù di una sperimentazione meno estrema, e dove non c'è il vincolo contrattuale, si lascia preferire.

Ma quindi gli scarichi Akrapovic sono pericolosi? I clienti si devono preoccupare?

Assolutamente no. Semplicemente la sperimentazione ha dei costi, la pista è l'ambito migliore, e gli inconvenienti si pagano in vari modi, anche con qualche fuoco. 

Nell'ambito della produzione, parliamo di quella che attualmente è un'azienda leader, va solo materiale super testato e super sicuro.

Ai fini dell'informazione, però, l'mportante è sapere le cose o per lo meno, prendere in considerazione tutte le ipotesi, senza parlare froppo facilmente di casualità.


 
Fonte: Misterhelmet Gianluigi Ragno
Michele Pirro e Termignoni Xavi Fores e Akrapovic