« back     Data di pubblicazione: 25 febbraio 2017 Stampa questa scheda |
Superbike, Phillip Island: riecco Melandri, ed è già polemica. I torti e le ragioni del numero 33!
Superbike, Phillip Island: riecco Melandri, ed è già polemica. I torti e le ragioni del numero 33!

Melandri ritorna ed è già polemica! Ma ha tutti i torti?


Un po' come se un cantante rientrasse sulla scena ma steccasse il do di petto... perché qualcuno però gli rompe i coglioni durante l'esecuzione...ad un concerto rock, però...


Questa la sintesi-analogia del rientro di Marco Melandri, che torna in sella dopo un anno e mezzo, è forte in prova e fa paura anche in una gara che però non porta a termine.


Chi ha un minimo di mestiere sa che intervistare Melandri a caldo è il top. Il ravennate non delude mai... e non le manda a dire a Lowes che definisce scorretto e sporco. "c'è chi lotta normalmente e poi c'è lui... inutile parlarci"... questo il semivirgolettato sintetico.


Di vero c'è che Lowes lo chiude alla viva il parroco mentre il ravennate è in accelerazione... ma di vero c'è anche il fatto che si tratta pur sempre di Superbike, dove queste cose succedono.


A discolpa di Lowes, che non si sarebbe accorto di niente e si dice pronto a parlare con l'italiano, c'è che appunto queste cose nelle derivate di serie succedono da sempre.

A discolpa di Melandri, invece, c'è che la sua guida pulita solitamente non ha bisogno e non prevede questi numeri.

Il ravennate, visto fino ad ora nei giri buoni per i test e per il tempo, deve ritrovare la cattiveria della bagarre, l'abitudine della spallata, e la malizia non solo di non soccombere in queste situazioni, ma addirittura di non trovarcisi nemmeno.

Aver ragione non basta, quando si fa a cazzotti.


Cosa c'è di buono e di brutto nel pacchetto di situazioni e non risultati di Melandri?


C'è che se Lowes contribuisce a togliere Melandri dai punti, ce lo restituisce dal punto di vista delle palle, tirandogli fuori la vena agonistica grazie ad una sveglia che suona subito.


Una visione diversa? Meglio una sveglia così, brutale, immediata, militare insomma, che un buongiorno col bacino e il caffelatte che ti scuota dal torpore quando il campionato è già a metà.

A volte si dice: sempre meglio di un calcio in culo.

Qualche volta, per il tuo bene, è meglio il calcio in culo.

 
Fonte: Misterhelmet Gianluigi Ragno - Foto Porrozzi -