« back     Data di pubblicazione: 31 gennaio 2017 Stampa questa scheda |
MotoGP: Quello Stoner spogliarellista: guardare ma non toccare!
MotoGP: Quello Stoner spogliarellista: guardare ma non toccare!

Continua la saga di Stoner spogliarellista.

Ossia continua il leit motiv di far vedere meraviglie ad azienda, media e tifosi, senza però farle toccare e senza far godere veramente. Un peep show motociclistico dove il vetro si chiama test.


Ducati ha quello che vuole e che ogni azienda sognerebbe.

L'uomo prodotto totale, il super endorser di lusso che rappresenta, oltre il meglio, il prodotto da vendere.

Peccato che la Moto GP non sia un prodotto da comprare direttamente, altrimenti le Ducati sarebbero tutte vendute. Gli acquirenti si recherebbero in concessionaria guidati dalla loro erezione sportiva, che ruberebbe sangue al cervello, rendendoli irragionevoli oltre ogni assegno da staccare.

Si può però vendere il progetto. E il progetto, è provato, funziona.


Ducati ha vinto, perché non esiste verso i propri collaboratori, azionisti, piloti, uomini in pista, tifosi, clienti, sponsor, una situazione migliore di questa. "Guardate come funzioniamo virtualmente ma poi virtualmente mica tanto".


Virtualmente perché si tratta di test e perché poi Stoner non corre.

Mica tanto, perché i tempi sono veri, reali, ideali.

L'ideal time degli ideal time fatti dall'ideal testimonial. Uno che anche se è Stoner, è pur sempre uno che non corre più.


Eppure questa cosa è un triplo stress test.

Stress per i piloti avversari: "cosa sarà quando anche i piloti titolari riusciranno a fare quello che fa Stoner?"

Stress per i piloti Ducati: "perché lui fa quelle cose e noi ancora no? Riusciremo a farle? Quando?"

Stress per i tifosi: "ma perché accidenti non fanno correre il canguro? Teniamo anche gli altri, ma lui? Perché non corre, lui?"


Stress per tutti, ma non si è mai visto stress più positivo di questo.

Non è un ossimoro, una contraddizione in termini. E' uno stress buono.

Un addestramento psicofisico, una specie di forma di preparazione, perché evidentemente in Ducati sono convinti che i risultati sono alla portata reale.


Stress per tutti tranne che per lui, che fa il capitano giocatore, dando consigli dopo aver fatto vedere come si fa. E che da oggi dovrebbe comunque allentare la morsa, perché non serve a nessuno, a lui per primo, forzare le cose.

Ma si tratta di Stoner. E non si sa mai come va a finire.

Insomma l'ignoto. E l'ignoto, da sempre, è la suprema fonte di stress positivo.


E se non vi piace tutto questo, significa che anche voi, per qualche motivo, avete paura di Stoner.

 
Fonte: Misterhelmet Gianluigi Ragno