« back     Data di pubblicazione: 25 settembre 2007 Stampa questa scheda |
Vinco il mondiale a Vallelunga e poi vado in Moto GP
Vinco il mondiale a Vallelunga e poi vado in Moto GP

Vinco il mondiale Superbike a Valelunga e poi vado in Moto GP

All'evento organizzato da Suomy a Milano presso il negozio Pogliani, il campione Inglese ci racconta il suo approccio con l'equipaggiamento, le differenti visioni di Ducati e Honda, e il suo imminente salto in Motogp. Il tutto dopo aver più volte ribadito che il titolo Superbike sarà suo, forse addirittura già a Vallelunga.

Milano Roma può essere un viaggio lungo e noioso.
Noi però abbiamo pensato che col casino previsto a Vallelunga e la tensione a cui saranno sottoposti i piloti ci potrebbe essere il rischio di non riuscire a fare tutto quello che vorremmo.
Sia chiaro, ci saremo comunque, ma ci concentrremo su altro che non sia rompere le scatole ai piloti ed ai team, almeno questa è l'intenzione per ora.
Appena saputo da Suomy che Toseland sarebbe stato a Milano presso il nuovo punto vendita di Pogliani di via Gallarate abbiamo colto la palla al balzo.
Milano-Roma non è poi un viaggio troppo lungo se serve a intervistare quello che potrebbe essere il futuro campione del mondo.

Come pilota James Toseland non ha bisogno di presentazioni.
Inglese, classe 1980, un mondiale se lo è già portato a casa nel 2004 con la Ducati (si è invece classificato 3° nel 2003, 4° nel 2005 e 2° nel 2006) e adesso prova a bissare il successo con una 4 cilindri grazie ad un inizio stagione efficacissimo e all'opera di contenimento fatta nella seconda parte del campionato dove sono invece riemersi i suoi rivali.
Il ragazzo, niente da dire, è un figo.
Va forte in moto, suona il piano, e più che un pilota sembra un fotomodello; roba da collezionare fans (soprattutto di sesso femminile) come figurine in tutto il mondo. Insomma, il testimonial perfetto: bello, simpatico e soprattutto vincente.

L'appuntamento è alle 16.00, lui arriva con discreto anticipo ma c'è già gente ad aspettarlo.
Patrizia Ragni, responsabile stampa di Suomy decide di fargli concedere l'intervista subito per farci lavorare più tranquilli e per dare il tempo a tutti i fans di arrivare e di...scaldarsi a dovere.

Tutto, bisogna dirlo, è filato liscio senza alcun contrattempo.
Misterhelmet desidera ringraziare:

James Toseland per la pazienza e per la lunga intervista concessa
Suomy per la disponibilità e per il casco Vandal Toseland replica,(già recensito qui da Misterhelmet) nella versione 155 Brandon Roberts.
La concessionaria Pogliani, negozio pazzesco e fornitissimo che ci ha concesso di lavorare nella massima tranquillità e senza limiti di tempo.
I numerosi fans e presenti che hanno pazientato per quasi mezzora praticamente in silenzio.


L'intervista comincia,in realtà siamo un po' tesi visto che il pc su cui abbiamo scritto le domande decide di andare in tilt e quindi dobbiamo andare a memoria, poi è la prima video intervista che facciamo per Misterhelmet (se si eslude il Factory Tour presso Alpinestars che andrà online entro breve).
Oltre a questo, la faccamo in un Inglese di cui chiediamo scusa ;-) e davanti ad una 50ina di persone fra le quali ci sono anche i vertici Suomy...vedete voi.

Ci presentiamo
Misterhelmet è una rivista online (presto web tv) che si occupa di recensioni, prove e test di caschi, abbigliamento e accessori per moto. Contrariamente alle altre riviste che usano l'equipaggiamento per provare e recensire le moto, www.misterhelmet.com è la prima rivista che utilizza le moto e gli scooter per provare quello che i clienti devono acquistare ed usare tutti i giorni. I consigli e l'esperienza dei piloti e degli addetti ai lavori sono molto importanti per capire come nasce un prodotto e come viene sviluppato prima di andare sul mercato.

  • 1. Misterhelmet: vorremmo iniziare parlando del tuo approccio con l'equipaggiamento.
    Sei endorser di Suomy e altri marchi come Arlen Ness e Gaerne.
    come inizia un accordo ouna collaborazione con un'azienda? Come funziona? Dai una mano nel migliorare i prodotti?

    La mia collaborazione con Suomy è iniziata 6 anni fa, li aiuto in effetti a migliorare i prodotti, dal 2001 e dal 2007 stanno migliorando di anno in anno.

  • 2. Tecnicamente prendi parte alla progettazione,hai voce in capitolo riguardo alcuni interventi da effettuare o riguardo la direzione in cui andare?
    [Annuisce - ndr] Potresti mostrarci un esempio concreto, visto che abbiamo qui il tuo casco?

    Beh, prima di tutto parliamo delle meccaniche.
    Questo sistema è a sgancio rapido, con un twist off decisamente racing, dobbiamo poter cambiare la visiera in fretta e questo sistema lo consente, è una delle prime cose riguardo alle quali ho dato consiglio.
    Poi c'è la ventilazione,deve mantenere la testa sempre fresca, in questo casco è molto efficace ed è frutto di anni di studio.
    Oltre a questo ci sono le imbottiture, sono fatte specificamente per me, molto importanti per guidare comodi.
    Nei caschi da strada questa personalizzazione non è possibile, ma nel mio caso sì, il mio casco è adatto alla mia faccia, su mia specifica richiesta.
    In ultimo, la colorazione: ad alcuni piace molto incasinata [usa il termine "busy" - ndr], ma a me no.
    Ho scelto personalmente una grafica classica, come quella usata da piloti come Wayne Gardner e Kevin Schwanz.
    In queste linee semplici c'è il mio numero, il 52 [lo indica,è disegnato in oro - ndr] quasi nessuno lo nota, ma c'è. Insomma mi piacciono le grafiche pulite.

  • 3. Adesso ti chiediamo una cosa che la gente vuole sapere: questo casco è lo stesso che si può comprare nei negozi, me lo confermi?
    [annuisce - ndr]
    La calotta è identica, le imbottiture...è tutto uguale?

    La calotta è la stessa, i materiali sono gli stessi, anche le imbottiture, ovviamente, sono fatte dello stesso materiale di cui sono fatte le mie.
    L'unica differenza è che le mie sono configurate per la mia faccia, ma per il resto il casco è lo stesso.

  • 4. Te lo abbiamo chiesto perchè questa cosa è molto importante per i consumatori dato che ci sono alcuni rumors riguardo presunte differenze fra i caschi usati da voi piloti e quelli che si trovano nei negozi.
    Anche altri piloti Suomy mi hanno confermato che questo casco è uguale ma si sa con certezza che vi sono piloti che, per esempio usano, magari in caso di pioggia, prodotti diversi da quelli dichiarati...

    Assolutamente no, ad esempio questo [ne prende uno - ndr] è uno di quelli che proviene dagli scaffali e non avrei nessun problema a portarlo a Vallelunga e ad usarlo.

  • 5. Per noi sono molto importanti queste cose perchè questo è il focus della nostra rivista...se ce lo permetti in occasione del w.e. di vallelunga veniamo a fare qualche ripresa del tuo materiale, nel tuo truck.
    Lo abbiamo fatto con Lanzi e Kagayama e ai nostri lettori è piaciuto molto.

    Assolutamente, no problem, è sufficiente mettersi d'accordo col team.

  • 6. Un'altra cosa che ci piacerebbe sapere è chi si prende cura del tuo casco quando corri...

    Lo faccio io personalmente...Suomy volendo ha un service che si può occupare di tutto ma ci tengo a farlo io.
    Cambio le visiere, le imbottiture, sistemo gli stickers e tutto il resto.
    In alcuni casi, quando sono veramente impegnato come nelle gare britanniche, a Brands Hatch affido i caschi al service.

  • 7. Ci sono davvero pochi piloti che si prendono cura di tutto personalmente [Lanzi è uno di questi - ndr]

    Beh, aggiunge, se vuoi una cosa fatta bene...fattela da solo [ride-ndr].

  • 8. In caso di pioggia, come funziona? Ci sono visiera particolari o prodotti particolari con i quali vai a trattare la visiera?

    No, uso la "Suomy mask", basta quella.

  • 9. Ritornando al tuo casco, ci hai detto che negli anni è cambiato ed è migliorato.
    Anche questo qui, pensi che nel futuro verrà migliorato significativamente?

    Assolutamente sì: migliorano la sicurezza, lo stile, i materiali...probabilmente l'anno prossimo ci sarà un nuovo Suomy.

  • 10. Adesso passiamo a qualche domanda generale.
    Tu hai altri sponsor...hai firmato con Arlen Ness oltre che con Gaerne.
    Hai preso parte anche alla progettazione della tuta?

    No, nel caso di Arlen Ness non ho partecipato alla realizzazione della tuta che è fatta ad Hong Kong.E' un prodotto molto buono, così come sono molto buoni i prodotti Berik dato che si tratta della stessa azienda europea che produce sotto due diversi marchi.
    Le protezioni, per esempio quelle dei gomiti e delle spalle sono molto buone ed efficaci.
    Ho fatto qualche caduta e devo dire che fino ad ora hanno funzionato bene.

    La tuta che indossi quindi è un capo standard, magari il top di gamma ma standard...

    Assolutamente sì,è possibile comprarla nei negozi. La mia è fatta su misura,certo, ma è assolutamente identica a quella che si può comprare.

  • 11. Per quanto riguarda i guanti?

    Stesso discorso, uso guanti Arlen Ness che vanno molto bene Sono gli stessi usati da altri piloti, vero, ce li ha fatti vedere Lanzi...
    Esatto, sono gli stessi che usano Lanzi e Bayliss, molto funzionali.

    Hai richiesto una fabbricazione su misura per te, per farli adattare meglio alle tue mani? Sai ci sono piloti che hanno avuto dei problemi e quindi...

    Certo, in effetti sì...la misura è Large per quanto riguarda le dita ma Extra large per quanto riguarda il palmo, dato che ce l'ho abbastanza largo. Questa è l'unica modifica.

  • 12. Per quanto riguarda gli stivali, tu hai un accordo con Gaerne.

    Esatto, uso stivali Gaerne, anche questi molto buoni, ci sono caduto un po' di volte..sai i piloti hanno bisogno di cadere [sorride ndr] per capire se il loro equipaggiamento funziona.
    Io ho battuto la testa alcune volte e non mi sembra di aver riportato ferite.

    Idem per le mani, nel tuo caso sono importanti ma vedendo come suoni il piano potremmo dire che è sempre andato tutto bene...

    Certo, le mani sono per me molto importanti...[sorride - ndr]...

  • 13. Tornando agli stivali, hai sviluppato qualcosa oppure sono prodotti comunque standard?

    Abbiamo provato a migliorare il comfort e il movimento, come accade per tutto il resto dell'equipaggiamento, guanti, abbigliamento in pelle,etc...ed è venuto fuori un buon prodotto.

  • 14. Come funziona, quindi? Ti danno i prodotti e tu li rimandi indietro con dei consigli?

    Esatto, li provo, do qualche consiglio, loro li riguardano, e provano a lavorarci...

  • 15. Ma quello che viene fuori è un qualcosa solo per te oppure lo producono?

    Quello che ne viene fuori ovviamente è destinato a me ma lo ritroveranno i clienti nei prodotti successivi.

  • 16. Per quanto riguarda le protezioni, a chi sei legato?

    Per quanto riguarda le protezioni uso Dainese, ho un paraschiena Dainese...

    Molti piloti usano una protezione per lo sterno...sei uno di questi?

    Non ancora, l'anno prossimo lo utilizzerò ma per adesso non lo uso.

  • 17. Come sai prodotti come il tuo casco e la tua tuta sono fatti per te ma sono fatti soprattutto per il pubblico al quale devono essere venduti.
    C'è quindi un aspetto fashion oltre a quello legato all'efficacia, e c'è l'aspetto del prezzo che si deve relazionare a quello della qualità.
    Pensi che ci siano compromessi? Ti sei mai trovato a discutere con aziende per questi motivi?

    Purtroppo c'è sempre un compromesso per tutto. Non sempre qualcosa che è bello è anche sicuro o di buona qualità.
    Per quanto riguarda le aziende con cui lavoro, Suomy e Arlen Ness, posso serenamente affermare che tutto quello che mi danno è effettivamente di ottima qualità, sia dal punto di vista della sicurezza che dal punto di vista della qualità del prodotto.
    Però c'è anche da capire che i materiali sono importanti e la loro scelta impone dei vincoli.
    Per esempio le calotte, se devono essere sottili e leggere ma allo stesso tempo protettive, bisogna capire che hanno un costo.
    Quindi un casco ben fatto è piu costoso ma sono sicuro che il pubblico questo lo capisce ed è disposto a spendere qualcosina in più per avere un prodotto migliore.

  • 18. Ci raccontava un tuo collega [Lanzi - ndr] che un'azienda di tute con cui aveva un contratto,cercava di spingerlo ad indossare tute molto strette a fini di look e lui non riusciva a guidare. Ovviamente ha dovuto interrompere questa collaborazione.

    Certo, capisco benissimo, nel mio caso non è così. Se una tuta è troppo stretta o troppo larga, al cambio.
    Comunque c'è un compromesso, c'è sempre stato e ci sarà, ma io al momento collaboro con delle aziende che mi offrono un ottimo compromesso fra look e qualità /sicurezza.

    Sei fortunato quindi...

    Molto.

  • 19. A proposito della tua esperienza, hai qualcosa di buffo da raccontarci riguardo il tuo casco o il tuo abbigliamento, qualcosa che ti è capitato nella tua carriera...qualcosasulla quale adesso ridi sopra mache al momento magari non è stata così divertente?
    [ci pensa un attimo - ndr]

    Durante alcuni test in Spagna mi sono entrate 3-4 vespe nella tuta e non riuscivo a mandarle via alla fine sono stato costretto ad andare in ospedale.
    Una volta giunto lì ho scoperto che in un attimo mi hanno punto 7-8 volte.

    Ma questo durante la guida? Sei caduto?

    Sì, durante i test, no fortunatamente non sono caduto...
    Questa è l'unica cosa...per il resto niente di che [come se essere punto 8 volte al petto da vespe fosse una cosa normale - ndr :-)]

    Parleremo con Arlen Ness per fare una tuta con un minimo di collo...

    No, più che altro mi serve un collare antivespe [ride ndr]

  • 20. Il payoff della nostra rivista è: [Misterhelmet] Reviews your safety...come tu sai i motociclisti sono i più esposti ai pericoli della strada. Puoi dire qualcosa a riguardo, dare qualche consiglio?

    Per prima cosa consiglio di usare equipaggiamento di qualità.
    Caschi, abbigliamento in pelle, servono a salvarti la vita.
    Se compri un casco da 20 euro probabilmente pensi che la tua testa valga 20 euro [cita una vecchia pubblicità Bell degli anni 70 - ndr].
    Oltre a questo consiglio di guidare secondo le proprie capacità e i propri limiti.
    Vedo un sacco di motociclisti correre sperando che gli altri facciano la cosa giusta.
    Questo non va bene.

    E' già un progresso dato che altri piloti che abbiamo intervistato consigliano addirittura di evitare la strada, se possibile...

    No, guidare per strada va bene, ma quanto veloce si vuole andare? Ci sono troppi ostacoli ed imprevisti. Per chi vuole correre c'è la pista...

  • 21. Non so se è corretto ma ti vorremmo chiedere una previsione riguardo il prossimo w.e. [28-29-30 settembre 2007 a Vallelunga - ndr].

    Ho bisogno di fare 9 punti in più di Haga per vincere. La mia famiglia sarà lì, 25 di loro...

    Ci saremo anche noi!

    Bene, la moto va bene e il team è pronto, posso farcela già a Vallelunga e poi andare in Francia per la gara successiva ed incontrare i miei amici e mio fratello.

  • 22. Ok, però è una situazione molto più complicata rispetto alla Moto GP dove i giochi sembrano fatti...

    Lì con le nuove regole la Ducati ha iniziato la stagione alla grande,Casey non ha sbagliato niente e le gomme hanno funzionato benissimo.
    Adesso c'è Valentino che sta tornando su...è da vedere [sappiamo come è andata il giorno dopo -ndr].

  • 23. Che ci dici di te riguardo alla tua partecipazione in Moto GP l'anno prossimo?

    Ho firmato per il team Yamaha Tech 3 ed avrò come compagno di squadra Colin Edwards e penso che andrà bene ma prima devo vincere in Superbike.

    Hai già cominciato a girare intorno alla moto?

    No, non ancora, per adesso devo rimanere concentrato in quello che sto facendo, aspetterò i primi test che inizieranno il primo w.e. di novembre.

    Ad ogni modo sembri sicuro...

    Certo, vinco in Superbike e poi faccio il salto.

    Beh, del resto hai tutto quello che ti serve, hai il talento e l'esperienza per far bene...

    Certo, in Superbike ho fatto una grande esperienza e ho imparato tanto ma sono ancora giovane per imparare qualcos altro. Vado ad affiancare Colin Edwards che è un ottima persona.

  • 24. Come è stato il passaggio dalla Superbike alla Moto gp, è stato traumatico oppure naturale?

    Honda voleva che rimanessi un altro anno ma ho trovato questo accordo con Yamaha Tech3 e l'anno prossimo passerò nell'altra categoria.
    Non ho comunque dimenticato i miei impegni, devo ancora vincere quest'anno con questa moto e poi posso andare via. Ma non ci sono problemi...

  • 25. Ti facciamo una domanda un po' cattiva: molti dicono che tutti quelli che vengono dalla Superbike poi non fanno tanto bene in Moto GP come han fatto nella loro categoria di provenienza.

    Beh, [risponde prontamente - ndr] penso che tutti abbiano visto la puntata di Troy Baylissa Valencia l'anno scorso. [Ride soddisfatto Per la risposta e ridiamo anche noi e il pubblico, rimessi al nostro posto - ndr]...

  • 26. Ok, noi ti ringraziamo per la pazienza e ti diamo gli ormai noti stickers di Misterhelmet, si dice portino fortuna per i piloti che li usano
    Il nostro sogno sarebbe quello di vederli sulla tua carena
    Per il resto ti chiediamo nuovamente di poter fare qualche minuto di ripresa a Vallelunga nel tuo truck...

    Beh devi parlare col mio team per questo...ma credo non ci siano problemi...[ride, come a dire,è la terza volta che me lo chiedi, hai anche rotto un po'- ndr].

    Mentre arriva il casco e il merchandising gli facciamo un altro paio di domande veloci.

  • 27. Che differenza di approccio c'è fra il team Ducati e il team Ten Kate?

    Ducati è un team totalmente ufficiale, si respira l'aria dell'azienda Ducati...loro chiedono di mettere molto a punto la moto, un lavoro che ho fatto molto bene con Laconi quando ho vinto il titolo nel 2004 e che ha fatto molto bene Bayliss quando ha vinto l'anno successivo.
    Ten Kate invece è come una famiglia, un team più piccolo e il rapporto è diverso dato che loro vivono sempre tutti insieme. Tieni conto poi che gli Olandesi sono diversi dagli italiani...

    Quindi lasci due famiglie adesso che vai via dalla Superbike.

    Esatto, sono ancora molto legato al team Ducati per quello che c'è stato, mantengo ancora ottimi rapporti.

 

Con il pubblico che ormai inizia a spazientirsi (e vorremmo vedere, dopo 20 minuti) gli diamo in mano un suo casco da autografare offertoci da Suomy e lo salutiamo....barattandolo con uno dei nostri cappellini
(lo scambio è vantaggioso)...

Fatto questo, alzo la testa, mi guardo intorno e mi accorgo che ci sono circa 50 persone rimaste per tutto il tempo in religioso silenzio ad ascoltare l'intervista. Ci sono anche delle ragazze,con tanto di maglia n 52, arrivate da Bologna per seguire come fanno sempre il loro idolo rimaste ferme immobili a divorare ogni parola del campione.
Il bello è che avranno sentito solo il mio vocione e il mio inglese (di cui mi scuso nuovamente) e poco altro (James ha un tono di voce bassissimo) ma sono tutti rimasti fermi al loro posto in paziente attesa.

Solo terminata l'intervista si avviano compostamente a farsi firmare di tutto...caschi, cartoline, addirittura un cupolino su cui c'è già la firma di Schwanz.

Del resto è roba che acquisterà valore, dato che il pilota di Sheffield ha dichiarato che entro pochi giorni sarà nuovamente campione.


Intervista: Gianluigi Ragno
Riprese: Giuseppe di Dedda


L'intervista è disponibile anche in formato video (in lingua Inglese): clicca qui per vederla!

 
Fonte: Misterhelmet courtesy of Suomy
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