« back     Data di pubblicazione: 10 settembre 2007 Stampa questa scheda |
Niente pista, niente moto: intervista a Lorenzo Lanzi
Niente pista, niente moto: intervista a Lorenzo Lanzi

E' il secondo appuntamento con le interviste "tecniche" di Misterhelmet.
Questa volta tocca a Lorenzo  Lanzi, seconda guida Ducati ufficiale,uno dei piloti più amati del circus, uno con un fan club grande quanto la sua disponibilità e generosità...
Il numero 57 (è l'anno di nascita del padre deceduto nel 2005) è nato nel 1981 a Cesena e ha iniziato a correre seriamente nel 1996 dopo essersi dedicato anche al calcio.
Lanzi ha un ottimo spirito di adattamento, ed è noto per essere uno che sa imparare ed adattarsi in fretta.
Insomma, è uno veloce e svelto che ha sempre fatto bene da subito, come quando nel 2005, arrivato in Sbk ha vinto due corse in Francia e in Germania.
I problemi sono arrivati dopo fino alle delusioni un po' seccanti di quest ultimo periodo in cui fra sfighe assortite e una marcata mancanza di feeling con la rossa, il nostro non se la sta passando alla grande con un 7° posto nella classifica iridata e poche soddisfazioni.

Lo ammettiamo, abbiamo aspettato a pubblicare questa intervista...un po' perchè abbiamo la convinzione di portare bene (è già successo con Kagayama che dopo aver parlato con noi ha visto finalmente un po' di luce...e un po' di podi, addirittura pronosticatigli ufficialmente), un po' perchè ci sarebbe piaciuto andare online con una bella notizia qui al Lausitzring, visto che in questa pista Lorenzo aveva vinto nel 2005.
La bella notizia per il nostro però non è arrivata e la stagione non è di quelle da ricordare.
Le voci,è inutile nasconderlo, lo danno da tempo come sicuro partente e in Ducati si dice che aspettino già Michel Fabrizio (il cui ingaggio è stato ufficializzato proprio ieri). Da un lato è giusto dare una chance al romano che ha sempre avuto una carriera sin troppo travagliata, dall'altro ci dispiace per il romagnolo, anche se forse è quasi giusto togliergli un po' di pressione...se può servire a farlo tornare a guidare come sa...
L'esempio di Xaus che ha ritrovato quella grinta che gli era venuta meno, potremmo dire, rende bene l'idea.

Tornando a noi, nonostante tutto questo casino e nonostante i giochi di mercato siano praticamente fatti, quando parlo con Julian Thomas, press officer di Ducati e gli spiego che genere di argomenti vorrei trattare con i suoi piloti, lui non ha dubbi: devi parlare con Lorenzo, mi dice.
Se vuoi una lotteria ti lascio Troy, che è super affaticato e super istrionico e anche se è gentilissimo ha i suoi tempi e modi, se invece vuoi parlare approfonditamente di equipaggiamento e protezioni con un pilota che oltre che professionista serio è anche un appassionato, aperto e disponibile, devi parlare con Lanzi. Lui è proprio fissato per queste cose...non è una seconda scelta,vedrai che ne vale la pena.

Il "mumble mumble" più veloce del mondo,anzi nemmeno quello, e accettiamo, del resto già pregustiamo una bella chiacchierata in italiano con un appassionato come noi, che è stato informato di quello che facciamo e che ci aspetta.
Ed eccoci nel bilico più rosso che c'è.
Tanto per tornare al discorso sfiga, ne sentiamo l'odore appena entrati ed in questo caso ,è quello del Lasonil...
Lanzi è all'angolo, non solo in senso simbolico; è in fondo al tir seduto sul bordo del mobile. Una vecchia contusione, gli ha impedito di girare nel pomeriggio e quindi l'umore non è dei migliori.
Il ragazzo, però, è un professionista e fa il suo lavoro fino in fondo. Rassegnato a far passare il momentaccio ma allo stesso tempo sereno, ironico,divertente e disponibile ci concede tutta l'attenzione che ci serve il che si traduce in una trentina di minuti di chiacchierata su quello che qualunque fanatico vorrebbe sapere e non ha mai potuto chiedere.

Ci presentiamo:

Misterhelmet è una rivista online (presto web tv) che si occupa di recensioni, prove e test di caschi, abbigliamento e accessori per moto. Contrariamente alle altre riviste che usano l'equipaggiamento per provare e recensire le moto, www.misterhelmet.com è la prima rivista che utilizza le moto e gli scooter per provare quello che i clienti devono acquistare ed usare tutti i giorni. I consigli e l'esperienza dei piloti e degli addetti ai lavori sono molto importanti per capire come nasce un prodotto e come viene sviluppato prima di andare sul mercato.
[ci guarda fra il semicompiaciuto e il "vi accontento io"]


1. E' noto che sei uno molto attento ai dettagli ed ai particolari.
Come scegli il tuo equipaggiamento e quali devono essere le caratteristiche imprescindibili che deve avere?

Partiamo dalla tuta; deve essere in canguro, per via della maggiore leggerezza ma soprattutto della maggiore resistenza e anche della maggiore vestibilità.
Per avere lo stesso livello di protezione con le pelli bovine, bisogna avere uno spessore maggiore, il che si traduce in una minore vestibilità. Le tute in canguro invece sono sottilissime e allo stesso tempo super resistenti.Si riesce ad avere comodità ed una sensibilità unita ad una protettività maggiore.
I piloti stanno imparando giorno per giorno che oltre a salvare loro la vita le protezioni allungano la loro carriera, perchè cadi oggi, cadi domani, il corpo ne risente...
Non siamo tutti uguali, comunque. Alcuni di noi sono un po' folli e per limare un decimo o due mettono a repentaglio la loro incolumità...per esempio quelli della 125, hanno come attenzione principale il risparmio del peso. Guidano con tute praticamente prive di protezioni...addirittura non si fanno nemmeno cucire le patch degli sponsor. Preferiscono farsele stirare per guadagnare qualche grammo e qualche decimo...
Trovo tutto ciò abbastanza folle; voglio tutte quelle protezioni che migliorano di giorno in giorno la sicurezza dei piloti.

2. Al momento come abbigliamento e protezioni sei seguito da Suomy per il casco, Oxtar (che adesso si chiama TCX) per gli stivali e Arlen Ness per il resto, mentre per le protezioni interne lavori con Soulrace... potresti spiegarci come funzionano a grandi linee, aldilà degli aspetti e degli accordi meramente economici, i rapporti fra piloti ed aziende produttrici e come mai ci sono a volte cambiamenti così repentini?
Come avvengono i contatti e quali sono gli agreement di base...etc

I contatti avvengono come tutti gli accordi di endorsement, ovviamente, e come tali a volte si concludono.
Ma non è sempre una questione finanziaria, comunque. A volte subentrano altre priorità come la sicurezza e il rapporto con lo staff che ti segue. Quando c'è la la sicurezza di mezzo...ci sono pochi compromessi possibili... [ndr: si interrompe e piazza uno sguardo che vuol dire molte cose]

3. Quale top driver, partecipi direttamente alla progettazione delle protezioni che indossi (tuta, guanti, stivali etc)? Se sì, cosa hai chiesto alle case come Suomy ed in passato alle altre aziende con cui hai collaborato come modifiche specifiche? Hai mai imposto degli aut-aut alle aziende?Hai mai risolto problemi con i tuoi suggerimenti? Se sì,potresti fare degli esempi?

Come ti dicevo la priorità è guidare liberi ma anche protetti.
Diamo dei suggerimenti sia in un senso che nell'altro, soprattutto quando abbiamo a che fare con prodotti nuovi anche se, c'è da dire che, almeno nel mio caso, le aziende con cui ho a che fare hanno un know how che solitamente fa sì che mi arrivino prodotti già molto buoni e praticamente pronti, aldilà della customizzazione necessaria per ciascuno di noi.
Nello specifico posso dirti che per quanto riguarda gli stivali il mio rapporto con Oxtar [adesso l'azienda è sul mercato col nome TCX] è profondo.
Il sistema antitorsione ho iniziato a svilupparlo io a partire dal 2003. Ad eccezione di un paio di stagioni con Spidi a cui devo riconoscere comunque una grande disponibilità e attenzione [in realtà ci sono foto di Lanzi, visibili sul suo sito http://www.lorenzolanzi.it/ in cui usa anche equipaggiamento di altre aziende] come calzature ho sempre usato Oxtar.
Di questo sistema antitorsione esterno allo stivale sono molto soddisfatto. Ne ho seguito l'evoluzione sin dagli inizi e adesso lo stivale permette una elevata libertà di movimento ma nello stesso tempo è supportato da un sistema che impedisce la torsione della caviglia dall'esterno, senza quindi comprimerne la mobilità, dandole la possibilità di muoversi liberamente all'interno della calzatura.

4. Come sai le aziende mettono sotto contratto i piloti per migliorare la progettazione e l'efficacia dei loro prodotti ma soprattutto vendere e questo favorisce la creazione di capi personalizzati con livree dedicate ma impone a volte scelte anche drastiche che fanno preferire l'aspetto fashion a quello dell'efficacia e che impongono scelte ben precise per contenere i costi.
La preoccupazione di moltissimi clienti,soprattutto riguardo ai caschi, è che quello che comprano non sia lo stesso materiale indossato dai piloti, tu cosa puoi dirci a riguardo?
In che percentuale, aldilà delle modifiche strettamente personali, quello che indossi è lo stesso prodotto che si trova nei negozi e che possono acquistare i tuoi fans?

Da un lato posso rasserenare tutti i lettori sul fatto che il materiale è praticamente lo stesso. Chi compra i prodotti, per lo meno i top di gamma, a mio avviso può essere sicuro al 90% di avere le stesse cose che abbiamo noi. Ma ci sono anche delle curiosità a riguardo...in questo ambito succede un po' di tutto... ti posso raccontare un aneddoto.
C'è stato un periodo in cui ero sotto contratto da parte di un'altra azienda [di tute, ndr] che aveva un desiderio particolare.
Pretendeva che durante la guida ma in particolare sul podio, indossassi una tuta aderentissima, per motivi puramente estetici,di...look.
In questo modo forse ero più figo [ride] ma ti garantisco che era una vera sofferenza, persino sul podio non riuscivo quasi a muovermi.
Inutile dirti che la mia collaborazione con questi signori non è durata molto...
Ci sono comunque dei colleghi, specialmente quando sono agli inizi o quando hanno delle necessità finanziarie, che indossano della roba assurda; davvero non so come possano scendere in pista equipaggiati in questo modo.
Guarda Nakano al Mugello qualche tempo fa. E' caduto a oltre 300 kmh in rettilineo...direi che la tuta ha retto bene, ma non voglio immaginare cosa sarebbe successo se avesse indossato un prodotto scadente. Io nella mia Arlen Ness mi sento tranquillo, aldilà dei rischi intrinsechi della professione. Per il discorso caschi, poi, non ne parliamo...[si fa serio]. Il mio Suomy è praticamente lo stesso casco che puoi comprare nei negozi, va benissimo e non mi ha dato problemi, ma nell'ambiente a volte si vedono cose strane. E' vero quello che intendi tu, ossia che alcuni colleghi usano prodotti che non c'entrano niente con quelli poi venduti nei negozi.
Una volta uno famoso, in Moto GP, ha corso col casco di uno della 250 [fa il nome ma vi lasciamo indovinare], per via della pioggia...poi durante l'intervista ha ammesso candidamente che il suo si appannava...bello sputtanamento per l'azienda...
Io al mio Suomy non ho niente da rimproverare. Ogni tanto scelgo la nuova livrea e ne curo la realizzazione personalmente cercando un risultato che non sia troppo "tamarro" [sorride] e alla fine direi che ci riesco. La livrea Lanzi è una della più vendute nonostante, [ndr: dice testualmente] io non abbia vinto un c...[ndr:ride].

Nota:Il Suomy Vandal seppur non nella grafica Lanzi è stato provato e recensito molto positivamente da Misterhelmet.
Per leggere la recensione, clicca qui.

5. Chi si occupa di mantenere in perfetta efficienza il tuo equipaggiamento e chi fa in modo che tu abbia a disposizione tutto il necessario, gara per gara? Quante tute guanti e stivali portate via e quanti caschi? Che tipo di assistenza e di service on-site avete dalle case?
Ad esempio,quella del casco è una faccenda molto delicata: quando piove bisogna usare visiere e prodotti particolari perché non ci si può permettere non avere una visibilità perfetta.
Tu come fai? C'è una persona che ti aiuta?

Per quanto riguarda le tute ne abbiamo 3-4 e siamo assistiti di tanto in tanto dalle case, soprattutto all'inizio della stagione. Nel mio caso, mandano delle persone dalla Cina per prendere le misure e fare in modo che i prodotti siano perfettamente adatti alle mie misure. Con quelle confezionano il resto del materiale. Il resto del lavoro, giorno per giorno, lo fa Mauro Grassilli; è lui ad occuparsi di tutto. I suoi compiti vanno dall'approvvigionamento del materiale (se serve un paio di guanti o di stivali in più o se c'è del materiale da sostituire ci pensa lui), ai rapporti con gli sponsor tecnici, fino alle modifiche vere e proprie dei capi (ad esenpio in caso di nuovi sponsor è necessario aggiungere nuove patch o spostare quelle esistenti).
Al casco invece penso io. Volendo potrei avere tutto l'appoggio da parte di Suomy ma trattandosi di una questione delicata preferisco seguirla di persona. Tutte le volte pulisco i miei caschi e sostituisco o tratto le visiere in caso di pioggia o a seconda delle necessità. Del resto, anche se sono un pilota, conosco il valore del materiale, mi ricordo quando ho iniziato, i primi due anni mi dovevo comprare tutto, lo spreco non è nel mio stile...

6. Il Tuo compagno di squadra però è molto prodigo, invece...lancia caschi a destra e a sinistra...[ndr:gli facciamo notare]
Beh, se ricominciassi a vincere o se servisse a qualcosa, ti assicuro che inizierei a lanciare caschi anche io...[ndr: ci dice serio]

7. Ultimamente alcuni piloti stanno iniziando ad indossare una protezione per lo sterno, tu ne indossi una? Che altri tipi di protezioni indossi ?
[ndr:ci interessa proprio conoscere il modello per chiedere alle case di poterlo recensire in abbinata a questa intervista]
Come sono cambiati il modo di proteggersi e l'atteggiamento dei piloti nei confronti della sicurezza rispetto a quando hai iniziato?

Per quanto riguarda le protezioni io uso questo modello Soulrace che mi segue sia in Sbk che per le mie altre passioni, ossia il trial e la mtb.
Si tratta di protezioni che fanno il loro lavoro senza però essere invasive.
Prossimamente inizierò anch'io ad utilizzare una protezione per lo sterno. Le nuove tecnologie adesso permettono di mettere qualcosa anche davanti, sul busto, senza però essere impacciati nella guida come sarebbe successo solo poco tempo fa.
Devo dire che negli ultimi anni c'è stato un incremento della sicurezza di almeno il 50%.
Anno per anno si guida sempre più tranquilli, aldilà del rischio intrinseco della nostra professione.
Per quanto riguarda le mani mi proteggo con questo modello Arlen Ness. Le mie richieste in questo senso sono specifiche: non ho voluto guanti da mazinga ma un prodotto protettivo dove e quanto serve. Altrimenti, senza sensibilità non riesco a guidare.

8. Fai anche altro tipo di motociclismo (Supermotard etc). L'equipaggiamento ovviamente è molto diverso. Potresti dirci che prodotti e che modelli utilizzi ( casco, tuta, guanti, stivali etc...)?

Pratico regolarmente il trial e la mountain bike...
Sono legato, e non potrebbe essere diversamente,alle case che mi seguono qui...e devo dire non faccio nessuna fatica. Non sarò un super top driver ma gli sponsor tecnici che ho, per fortuna, sanno fare bene il loro lavoro, non solo nel campo della velocità.

9. Sicuramente durante la tua carriera ti saranno capitate cose curiose nel tuo rapporto con l'equipaggiamento. Ci racconteresti qualcosa, magari anche divertente a distanza di anni che magari ti ha fatto ridere un po' meno quando ti è capitata?

Come ti ho detto del casco mi occupo sempre io. Una volta, a Misano, non me ne sono occupato tanto bene. Ricordo che nel curvone veloce (si girava nell'altro senso), la visiera ha deciso di venire via e mi sono trovato all'improvviso in curva a cannone senza visiera.
La sensazione è stata spaventosa [ride], di impotenza totale...non puoi togliere le mani, non sai dove andare e cosa fare...devi solo sperare di rallentare in qualche modo, senza andare a sbattere da qualche parte o volare via.

10. Il payoff di Misterhelmet è "Reviews your safety", cerchiamo insomma di recensire i prodotti per una maggior sicurezza ed un migliore acquisto da parte dei consumatori.
Recenti studi hanno dimostrato che proprio gli utenti delle due ruote sono i più esposti ai rischi della strada e sono quelli che pagano il prezzo più alto.
Tu cosa ci puoi dire, che consiglio ti senti di dare a chi va in moto?
Cosa possono fare, secondo te di immediato, a parte guidare con prudenza e controllare meglio il traffico gli utenti della strada e lo stato per migliorare la situazione?

Guarda, la risposta che darei io è semplice. Consiglierei di andare in moto il meno possibile, se proprio non è necessario.
Non mi riferisco a chi va al lavoro e non ha altra scelta, ma ai ragazzi che cercano le emozioni, magari in un'uscita del w.e. ma poi finiscono solo col rischiare la vita.
A chi può consiglio la pista. Anche se quello è il posto in cui si va più forte è paradossalmente il più sicuro. Si può correre, imparare, e anche sbagliare senza gravi conseguenze.
Io stesso ho una moto sportiva, una ducati 749 con cui a volte cerco di fare qualche giretto.
Ebbene, anche non essendo una moto esageratamente potente, vedendo quello che succede intorno a me sono davvero a disagio e alla fine finisco per non andare oltre il tragitto casa-bar.
Sono sicuro che chi prova la pista poi se ne innamora...e per strada si comporta meglio.

Nel ringraziare questo campione e nel fare le foto di rito (anche stavolta vi risparmiamo un ingombrante Misterhelmet) gli raccontiamo del potere taumaturgico dei nostri stickers e dell'effetto che han fatto, almeno nell'immediato a Kagayama.

"Se il risultato è quello che dici", [ndr dichiara], "ne voglio una manciata da attaccare qua e là..."
Dalla foto, si vede che l'inizio è buono...non sappiamo se abbia portato a termine il lavoro...ma siiamo fiduciosi... J

Gianluigi Ragno

 
Fonte: Misterhelmet
Lorenzo Lanzi e Misterhelmet stickers Stivale Lanzi 1 Stivale Lanzi 2 Stivale Lanzi 4 Paraschiena Lanzi Lanzi tuta 1 Lanzi tuta 2 Guanto Lanzu Casco Lanzi Lanzi Casco 1 Lanzi casco 2 Casco Lanzi primo piano